Il gup distrettuale ha disposto il rinvio a giudizio per 40 imputati nell’ambito del processo nato dall’inchiesta “Magnifica” della Procura di Reggio Calabria. Il dibattimento inizierà il 28 marzo.

Secondo le indagini, attorno all’Università di Reggio Calabria sarebbe esistita una “associazione a delinquere” finalizzata a pilotare concorsi, assegnare indebite progressioni di carriera e gestire in modo illecito risorse e appalti. Tra gli imputati figurano l’ex rettore Santo Marcello Zimbone e l’ex pro-rettore Pasquale Catanoso, ritenuti i promotori del sodalizio. Al centro dell’inchiesta anche Ottavio Amaro, ex direttore generale, accusato di aver favorito le operazioni illecite. Gianfranco Neri, Adolfo Santini e Massimiliano Ferrara, in qualità di direttori di dipartimento, avrebbero “programmato e pilotato” le procedure concorsuali e l’avanzamento di carriera di colleghi “selezionati”, determinando un uso distorto delle risorse universitarie. Nell’elenco degli indagati compaiono anche il docente Antonino Mazza Laboccetta, il Rup Giovanni Saladino e i responsabili dell’Ufficio tecnico Alessandro Taverriti e Rosario Russo.

L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza, è partita dalla denuncia di Clarastella Vicari Aversa, architetta scartata in un concorso per ricercatore. Secondo l’accusa, la selezione sarebbe stata truccata e la candidata invitata a “rinunciare ai ricorsi” in attesa di un presunto “turno” futuro. Oltre ai concorsi pilotati, gli investigatori contestano irregolarità nella nomina delle commissioni esaminatrici, la gestione degli appalti e l’uso per fini personali di carte di credito e auto dell’Ateneo.