Tenta di darsi fuoco all'ospedale di Vibo: indagato per procurato allarme
Ha tentato un gesto estremo, spinto dalla disperazione per le condizioni della madre ricoverata. Ora è indagato per procurato allarme. Protagonista un uomo, C.A., originario di San Gregorio d’Ippona ma residente a Vibo Valentia, che lo scorso 3 luglio ha cercato di cospargersi di liquido infiammabile all’interno dell’ospedale Jazzolino.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo si trovava nella struttura sanitaria dove la madre era in attesa di un delicato intervento chirurgico. Accecato dalla paura e dall’angoscia per il destino della donna, avrebbe minacciato di darsi fuoco. Solo il tempestivo intervento dei Carabinieri ha evitato il peggio: i militari hanno sequestrato la bottiglia contenente il liquido infiammabile e messo in sicurezza la zona, già presidiata dal personale sanitario.
Nelle scorse ore gli è stato notificato un avviso di garanzia: il reato ipotizzato dalla Procura è procurato allarme presso enti e strutture pubbliche. A difenderlo è l’avvocato Santo Cortese.
Il gesto, per quanto dettato da uno stato di forte prostrazione emotiva, ha comunque generato apprensione tra pazienti e operatori sanitari, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda.
