Gli affreschi di Renoir a Capistrano: "Dal sogno alla realtà"
Fondamentale per riportare le opere alla luce, la collaborazione del giornalista Michele Garrì con lo storico Saverio Di Bella e quanto scrive Antonio Pasceri allora presidente della Proloco in un libro "Renoir da Napoli alla Calabria"
E' stata la visita, nei giorni scorsi, del nipote di Jacques Renoir, Pierre Auguste, a risvegliare l'attenzione della comunità di Capistrano, piccolo centro dell'entroterra vibonese, per uno dei più grandi impressionisti francesi che, nella chiesa parrocchiale di quel paese, ha rifatto alcuni affreschi nell'ormai remoto 1881.
Jacques Renoir, nato nel 1942, è un rinomato fotografo e direttore della fotografia francese, figlio di Claude Renoir, terzo ed ultimo discendente del grande Pierre Auguste. E' arrivato a Capistrano, borgo dell’entroterra vibonese, accompagnato dalla moglie e dal figlio Claude, 45 anni e vi ha soggiornato per alcuni giorni. Ad accoglierlo, oltre che il presidente della Pro Loco vi saranno il sindaco Marco Martino e il parroco Antonio Calafati.
In realtà, a far puntare i riflettori su Capistrano e a rimettere in agitazione il mondo artistico, fu nel luglio 1993, il giornalista Michele Garrì, con una notizia battuta sull'agenzia Agi. Garrì giunse a Capistrano, in compagnia di un suo amico e si intrattenne con Antonio Pasceri, corrispondente della Gazzetta del Sud.
Tra gli argomenti affrontati, anche il ritrovamento nella chiesa parrocchiale di due pitture murali raffiguranti la Maddalena e la Samaritana che, fatte ricoprire con il latte di calce nel lontano 1921-22 da don Gerolamo Sgambattera (che resse la parrocchia fino al 1933), erano state poi salvate dal sacerdote Antonio Calafati, il quale aveva seguito con grande attenzione i lavori nell'edificio di culto.
A raccontare il rinvenimento delle opere è stato un libro, intitolato “Dal sogno alla realtà”, scritto a quattro mani da Michele Garrì e dallo storico Saverio Di Bella Di Bella, su mandato dell’allora amministrazione comunale di Capistrano che ha dato incarico di accertare la presenza storica del pittore nei confini del piccolo centro vibonese.
