La Corte d’Appello di Catanzaro, sezione Misure di Prevenzione, ha parzialmente accolto l'istanza presentata dall'avvocato Carmine Pandullo, revocando due prescrizioni ritenute eccessivamente gravose a carico di un giovane di Tropea sottoposto alla sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza. Il provvedimento riguardava un soggetto la cui misura di prevenzione traeva origine da una grave ipotesi di reato ricadente nel cosiddetto "Codice Rosso", ovvero atti persecutori e maltrattamenti in famiglia.

La difesa, rappresentata dall'avv. Pandullo, ha incentrato la propria argomentazione sul concetto di "difetto di perimetrazione cronologica". Nello specifico, si è contestato lo scollamento temporale e logico tra la passata "manifestazione della pericolosità" del soggetto e la "persistenza delle gravose prescrizioni" alla luce sia degli sviluppi complessivi della vicenda processuale sia del documentato mutamento di vita del proposto.

La Corte d'Appello, valutando l'evoluzione del quadro indiziario e la condotta attuale del giovane, ha accolto parzialmente l'istanza di revoca, stabilendo che due delle misure aggiuntive non fossero più proporzionate o necessarie.

Di conseguenza, sono stati revocati il divieto di soggiorno nel Comune di Tropea e l’obbligo di presentazione periodica alla Polizia Giudiziaria (P.G.).

La decisione, pur mantenendo probabilmente la misura di sorveglianza speciale nella sua forma base, segna un passo significativo verso il reinserimento sociale del giovane, riconoscendo l'evoluzione della sua posizione e le argomentazioni della difesa sulla non attualità della pericolosità originaria.