'Ndrangheta, clan alla sbarra: raffica di condanne (NOMI)
Il primo effetto giudiziario della decriptazione dei criptofonini in Alta Calabria arriva con la sentenza di primo grado nei confronti degli imputati coinvolti nella maxinchiesta “Gentleman 2”. Le indagini, condotte dai carabinieri sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, hanno riguardato esponenti delle cosche cassanesi degli Abbruzzese e dei Forastefano, dedite all’approvvigionamento di cocaina anche da Paesi esteri. Il gip Fabiana Giacchetti ha emesso sentenza per gli imputati che avevano scelto il rito abbreviato.
Assolti da tutti i capi d’imputazione Nicola Abbruzzese, detto “Semiasse” e Francesco Faillace, mentre Pasquale Forastefano ha ricevuto la pena più alta: 20 anni di reclusione.
Altri imputati condannati sono: Fiorello Abbruzzese a 14 anni e 8 mesi; Angelo Caravetta a 15 anni; Daniele Caravetta a 2 anni e 8 mesi; Claudio Franco Cardamone a 8 anni; Francesco Pasquale Cimino a 10 anni; Antonio Conocchia a 8 anni e 8 mesi; Arcangelo Conocchia a 9 anni e 6 mesi; Giuseppe Esposito a 4 anni e 2 mesi; Francesco Carmine Lombisani a 2 anni e 8 mesi; Davide Paldino a 10 anni; Paolo Pellicano a 3 anni e 4 mesi.
Assolti, perché il fatto non sussiste o per non aver commesso il fatto, Gianfranco Arcidiacono, Salvatore Brandi, Claudio Franco Cardamone, Alessandro Forastefano, Rosario Giovanni Fuoco, Giuseppe Andrea Mangano e Nicola Abbruzzese alias “Semiasse”. La pubblica accusa in dibattimento è stata rappresentata dal pm antimafia Stefania Paparazzo.
