Sfuma l’ipotesi che l’udienza preliminare di “Rinascita Scott” possa essere celebrata al Palamaiata di Vibo. Una nota a firma del capo dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi, corredata da allegati tecnici, fornisce due indicazioni chiare sul luogo dove dovrebbe iniziare la prima fase del processo: le sedi alternative di Palermo, Napoli, Roma e la Sala Polivalente ubicata nella Casa circondariale di Vibo, per la quale è stata ipotizzata una capienza di 500 persone, un’opzione su cui non sono mancate le perplessità del  procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri e del presidente della Corte di appello Domenico Introcaso: il rischio è alto, si potrebbe non garantire il principio del giusto processo. Per quale motivo? Innanzitutto perché il Polifunzionale è distribuito tra un’aula centrale in collegamento con aule satelliti, prossime a quella centrale, con l’impossibilità che tutte le parti processuali siano presenti nello stesso luogo. E poi la risposta si evince nella relazione dello stesso presidente della Corte di appello di Catanzaro, dove nero su bianco è riportato che il numero degli indagati tra cautelati e coloro che sono a piede libero non sono più 416, così come risulta nell’ordinanza che ha portato il 19 dicembre scorso a 334 misure cautelari, ma ben 487. Secondo un’ottimistica previsione si pone un’esigenza di ricezione e capienza di 547 persone, di cui 170 imputati in carcere, 317 liberi e un numero prevedibile di 230 avvocati, esclusi i detenuti collegati da remoto in video conferenza. Gratteri non ha perso tempo a comunicare al Consiglio giudiziario subito dopo la maxi operazione, le criticità logistiche nel celebrare un processo così imponente, si è reso da tempo interprete della necessità di disporre aule adeguate. Ed è stato proprio il presidente della Corte di appello di Catanzaro, deputato ad individuare, dove possibile, una struttura idonea per celebrare Rinascita Scott, a scandire le tappe per reperire spazi adeguati.

Le tappe. Risale al 29 marzo dello scorso anno la prima comunicazione di Introcaso al capo gabinetto e al capo dipartimento per il reperimento di un complesso adeguato allo svolgimento del processo Rinascita-Scott. Il primo vertice arriva dopo il maxi blitz del 19 dicembre ed è datato 8 gennaio 2020. La riunione avviene  al Ministero della Giustizia con la partecipazione di Gratteri, dei dirigenti ministeriali Baldi e Massaro, il capo Dipartimento Fabbrini e di altri magistrati. Incontro, questo, promosso dal ministro della Giustizia su sollecitazione dello stesso procuratore capo di Catanzaro. Segue la convocazione, il 16 gennaio, su richiesta del Ministero di Gratteri e Introcaso per l’istruttoria sull’individuazione di un’aula bunker e, ancora, il 28 gennaio, la comunicazione del presidente della Corte al capo gabinetto e al direttore generale per il reperimento di strutture. Si arriva al 10 febbraio con la conferenza permanente straordinaria per l’individuazione di spazi adeguati per il maxi processo, a cui segue il 28 febbraio l’individuazione del Palamaiata di Vibo, dopo la convocazione in Corte di appello dei soggetti istituzionali coinvolti, il presidente della Provincia di Vibo, Pippo Callipo, patron della Volley Tonno Callipo, concessionario della struttura da utilizzare, il tecnico del Ministero della Giustizia Marco Nasso, oltre all’ingegnere Bencardino del provveditorato regionale alle Opere pubbliche.

Le alternative possibili. Il 4 marzo, ancora un’altra riunione a Roma, a cui hanno preso parte il presidente della Corte e il procuratore Gratteri e il 15 maggio il Ministero ha individuato per la celebrazione del processo Rinascita-Scott l’aula di Rebibbia a Roma, fino ad arrivare a qualche giorno fa, al 4 giugno con due possibili opzioni, da un lato il processo in trasferta fuori dalla Calabria, dall’altra la Sala Polivalente del carcere di Vibo. Una “parabola” di criticità degli spazi segnalata mesi e mesi fa.