"Medici e infermieri senza protezioni a Catanzaro", esposto del Codacons a Gratteri
Dalla diffida all'esposto. Nel mirino del vice presidente nazionale del Codacons Francesco Di Lieto c'è sempre l'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro sollecitata a fornire al personale dispositivi di protezione individuali idonei a garantire la tutela della salute e degli utenti. L'iniziativa del Codacons parte dalle segnalazioni ricevute che avrebbero evidenziato "una situazione estremamente pericolosa determinata proprio dalla mancanza dei minimi presidi di sicurezza per il personale della predetta Asp".
Per l'avvocato Di Lieto si tratta di una situazione "intollerabile" che rischiava e rischia di negare il diretto alla salute dei cittadini e di affollare le strutture centrali che, soprattutto in momenti come questi, sono in trincea per fronteggiare un vero e proprio assalto. "Senza dimenticare - aggiunge - che laddove il personale sanitario dovesse ammalarsi, sarebbe impossibile offrire un servizio fondamentale alla popolazione. Senza dimenticare che, in mancanza dei D.P.I. il personale non può e non deve assolutamente svolgere le attività comandate".
Nella diffida si evidenziava che perdurando "l’omissione" da parte della Asp di Catanzaro, si sarebbe chiesto l’intervento dell’Autorità Giudiziaria. "Ebbene, non solo non è pervenuto alcun riscontro in barba alla tanto decantata trasparenza amministrativa - ma, soprattutto, ancora questa mattina il
personale è privo dei dispositivi di protezione. Ma v’è di più. Ci viene segnalato - spiega Di Lieto - come a Catanzaro vengano richieste ed effettuate prestazioni urgenti (anche per polmonite !!!) senza che il personale sia stato munito di mascherine, camici monouso… A ciò si aggiungere l’impossibilità di sanificare le apparecchiature e i piani di lavoro, in quanto il Poliambulatorio di Catanzaro (PST di Catanzaro Lido) è privo di idoneo materiale igienizzante. In buona sostanza si impone, consapevolmente, di lavorare senza strumenti di protezione, esponendo personale ed Utenza non solo a rischio ma si finisce per rendere i presidi sanitari dei veri e propri “strumenti” di contagio".
In mancanza di risposte il Codacons si è rivolto alla Procura di Catanzaro chiedendo quindi che si attivi per assumere ogni e più opportuna iniziativa finalizzata ad acclarare anche attraverso l'attività ispettiva del Nas la effettiva sicurezza delle prestazioni per l’utenza e per il personale e, pertanto, garantire il rispetto della persona e il diritto alla salute. "Conseguentemente - si legge nell'esposto del Codacons - venga imposto all’ASP di Catanzaro di garantire al personale comandato le indispensabili dotazioni di sicurezza atte a tutelare la salute pubblica. Si chiede di accertare, quindi, tutte le responsabilità e omissioni che hanno impedito ed impediscono di garantire gli strumenti obbligatori di protezione al personale, esponendo gli operatori sanitari e l’utenza, ad intollerabili rischi nonché essere “strumento” di contagio per il servizio prestato e, quindi, si proceda nei confronti di tutti i soggetti ritenuti responsabili, per tutti i reati che saranno riscontrati dall’Autorità procedente".
