polizia carabinieri
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Dalla lunga faida con i Cataldo alle più recenti operazioni giudiziarie, la cosca Cosca Cordì resta uno dei gruppi storici della ’ndrangheta nella Locride, capace di rigenerarsi nel tempo e mantenere influenza sul territorio. Radicata a Locri e nei centri limitrofi, l’organizzazione si affermò dagli anni Cinquanta, entrando in conflitto con la cosca Cataldo in una faida durata quasi quarant’anni, culminata nel 1997 con l’uccisione di Cosimo Cordì, dopo l’assassinio nel 1967 del capobastone Domenico Cordì.

Nonostante arresti e condanne, il clan ha mostrato capacità di riorganizzazione attraverso nuove leve, mantenendo interessi in traffico di droga, estorsioni e infiltrazioni economiche. Nel 2022 le operazioni “New Generation” e “Riscatto II” hanno portato a 29 arresti, con accuse di associazione mafiosa e altri reati. I processi hanno confermato l’operatività del gruppo, riconosciuto come elemento stabile nel panorama criminale della provincia di Reggio Calabria.