C’è un momento, prima che il rumore del Centrale esploda e che il tennis si trasformi in sfida, in cui il campo sembra sospendersi. È lì che, agli Internazionali d’Italia, Jannik Sinner è entrato accompagnato da una presenza inattesa e simbolica: la piccola Sofia, arrivata dalla Calabria e salita sul palcoscenico del Foro Italico per un istante che ha superato lo sport.

Accanto al campione altoatesino, prima della partita contro Daniil Medvedev, la bambina di Polistena ha rappresentato il volto più delicato e potente della giornata romana, diventando in poche ore una delle immagini più condivise del torneo.

La sua partecipazione è legata a “Tennis & Friends in Corsia”, progetto promosso dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS insieme alla Federazione Italiana Tennis e Padel, che porta il mondo dello sport nei reparti pediatrici e consente ai giovani pazienti di incontrare atleti e protagonisti del tennis.

Sofia è seguita per una patologia oncologica e vive a Polistena. La sua presenza sul campo è stata resa pubblica anche dal Comune, che l’ha definita sui social “piccola grande combattente”, sottolineando il valore simbolico di quel momento.

Intorno a quell’incontro, breve ma intensissimo, si è poi sviluppato un racconto che ha coinvolto anche la famiglia, affidato ai social nelle ore successive. I genitori hanno ripercorso il cammino della bambina, segnato da una lunga battaglia sanitaria e dall’assistenza di specialisti del Bambino Gesù e del team medico guidato dal Franco Locatelli.

Un’immagine, quella di Sofia accanto a Sinner, che in pochi secondi ha trasformato un prepartita in un racconto di sport, fragilità e speranza.