Secondo l'accusa l’omicidio sarebbe da inquadrare nell’ambito di un litigio per motivi economici innescato dalla decisione di Franzè di interrompere la fornitura di acqua

La difesa crede di avere messo a segno un punto a suo favore nell’udienza di ieri. Il processo è quello sull’omicidio di Michele Franzè, il 64enne di Galatro ucciso il 9 gennaio 2014. Nella giornata di ieri, è comparso davanti alla Corte d’assise di Palmi, il maresciallo dei carabinieri di Galatro Farina che ha partecipato alle indagine, partite subito dopo il rinvenimento del cadavere.

Alla sbarra Imputati nel processo sono i fratelli Daniele e Giuseppe Matalone e il loro cognato Carlo Mercuri, accusato solo di favoreggiamento. I Matalone, sono i figli di Filomena Sirgiovanni, di 51anni, che sarebbe stata legata da una relazione sentimentale con Franzè. Da una serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali, ma anche dall’ascolto di alcuni testimoni, sarebbe emerso che il movente sia da ricercare in dissidi privati ed economici tra i due presunti assassini e la vittima.

Il movente Quindi, l’omicidio sarebbe da inquadrare nell’ambito di un litigio per motivi economici innescato dalla decisione di Franzè di interrompere la fornitura di energia elettrica e di acqua ai due giovani. E proprio sui dissidi tra la vittima e i due fratelli e sull’interruzione della fornitura d’acqua ha relazionato il testimone sentito dal pm Anna Pensabene e dall’avvocato Francesco Stilo, che difende i due Matalone e la Sirgiovanni.
Il maresciallo Farina ha relazionato in aula sulle indagini ricostruendone i punti fondamentali.

Il contratto Dal controesame dell’avvocati Stilo è emerso che esisteva un contratto per la fornitura d’acqua intestato a Daniele Matalone dal 2012 fino al 2017. La difesa crede di avere fatto emergere delle crepe nell’impostazione accusatoria, secondo la quale i due giovani avrebbero reagito contro Franzè a causa dell’interruzione della fornitura dell’acqua. L’avvocato Stilo ha fatto acquisire il contratto a nome di Daniele Matalone e le ricevute dei pagamenti delle bollette dal 2012 al 2017, vale a dire due anni prima e tre anni dopo l’omicidio dell’agricoltore di Galatro. Così come ha fatto acquisire il contratto con una finanziaria sempre a nome di Daniele Matalone per l’acquisto di un furgone.

Le intercettazioni Per la difesa, quindi, cadrebbero le ipotesi dei futili motivi e della premeditazione contestati ai fratelli galatresi come aggravanti dell’accusa di omicidio. Nella sua deposizione Farina aveva asserito che dall’ascolto delle intercettazioni i carabinieri avevano dedotto che i Matalone fossero gli autori del delitto. Stilo ha chiesto al maresciallo se ci fossero intercettazioni chiare dalle quali emergesse chiaramente che i due fratelli avessero ammazzato Franzè. Il militare ha risposto di no.