Negli ultimi mesi si è parlato molto del nuovo corso per “Preposti”, cioè quei Lavoratori che, ogni giorno, aiutano a far rispettare le regole di Sicurezza sul Lavoro. Tra chi fa il caposquadra in fabbrica, chi coordina una squadra in un cantiere, chi supervisiona un magazzino, le domande sono tante: che cosa cambia davvero con le nuove regole? A cosa bisogna stare attenti?

Abbiamo deciso di fare un po’ di chiarezza insieme al Dott. Simone Di Marco di GDM S.R.L. esperto di Sicurezza e Formazione, a cui abbiamo girato i dubbi più frequenti raccolti tra i Lavoratori e i titolari delle aziende.

Dott. Di Marco, in parole povere: perché è diventato così importante formare i Preposti con queste nuove regole?

«Perché il Preposto è la persona che, in pratica, vede e risolve i problemi prima che diventino seri. È come un “allenatore” in campo: aiuta la squadra a rispettare le regole e interviene se vede qualcosa che non va. La nuova Legge vuole che queste persone siano davvero pronte, non solo sulla carta, ad affrontare i rischi e a parlare con i colleghi in modo chiaro e utile. Ecco perché oggi la formazione è più lunga, più pratica e deve essere aggiornata più spesso.»

Quali errori vede più spesso nelle aziende, soprattutto nelle piccole imprese?

«Il primo errore è pensare che il preposto sia solo quello nominato con una lettera. In realtà, chiunque in azienda controlla altri lavoratori o dà istruzioni su come fare le cose in sicurezza può essere considerato preposto anche senza una nomina ufficiale. Un altro errore è dimenticarsi di aggiornare i corsi: spesso si pensa che una volta fatto il corso, si sia a posto per sempre. Oggi non è più così: la legge chiede aggiornamenti regolari e una formazione su misura per il tipo di lavoro che si fa.»

Se un Preposto lavora in cantiere, cosa deve sapere di diverso rispetto a chi lavora in ufficio o in magazzino?

«Deve conoscere i rischi specifici del cantiere: ad esempio, come si lavora in quota, come si gestiscono i mezzi di sollevamento, cosa bisogna fare in caso di emergenza. La nuova formazione, infatti, non è generica: ci sono moduli diversi in base al contesto di lavoro. L’obiettivo è che ognuno impari cose davvero utili per il proprio ambiente. In magazzino, per esempio, si parlerà di carrelli elevatori e di movimentazione manuale, in ufficio si darà attenzione ai rischi meno “visibili” ma ugualmente importanti.»

La formazione deve essere fatta in orario di lavoro. Ma come si organizza, concretamente?

«È una domanda che ci fanno spesso. La risposta è semplice: i corsi vanno pianificati insieme, coinvolgendo sia chi lavora su turni che chi fa orari standard. La formazione va fatta durante l’orario di lavoro, senza togliere ferie o stipendio. Se serve, si può dividere il corso in più giornate, oppure organizzare la videoconferenza in modo che tutti possano collegarsi, anche chi è lontano. L’importante è che nessuno venga penalizzato.»

Un consiglio pratico per le aziende che devono mettersi in regola con queste nuove regole?

«Il consiglio più semplice è questo: fate un controllo, anche con un foglio excel, di chi sono i vostri preposti, quando hanno fatto l’ultimo corso e quando scade. Non aspettate l’ultimo giorno: aggiornate la formazione per tempo, così evitate corse dell’ultimo minuto e possibili multe o, peggio, problemi in caso di infortunio. E non abbiate paura di chiedere aiuto a professionisti: anche noi di GDM S.R.L. siamo qui per questo, per semplificare la vita a imprese e lavoratori.»

Ringraziamo il dott. Simone Di Marco per la disponibilità e i consigli concreti.

La Sicurezza non è solo una questione di regole, ma di attenzione verso le persone con cui lavoriamo ogni giorno. Quando un’azienda investe in formazione vera, guadagna tempo, tranquillità e, soprattutto, rispetto. Perché, alla fine, proteggere la salute di tutti è il modo più intelligente di lavorare insieme