Comune Vibo, la maggioranza a un bivio. Muratore secco: "Nessun asservimento ai partiti"
L'esponente de "La città che vorrei" chiarisce questa mattina le ragioni dell'accordo con Antonio Schiavello e prende le distanze dalla politica che ha condizionato il sindaco
La tensione non si allenta su palazzo "Luigi Razza". Tra il sindaco di Vibo e la sua maggioranza i toni rimangono aspri. L’obiettivo dei tre esponenti de “La città che vorrei”, che hanno ribadito a titolo personale la sinergia con Antonio Schiavello sarebbe quello di riunirsi quanto prima "per chiarire l’equivoco creatosi nei giorni scorsi".
Presupposti di civismo. Il dialogo dovrebbe anche servire per richiamare gli obiettivi e i percorsi tracciati in avvio di consiliatura. A chiarirlo è stato Giuseppe Muratore. Raggiunto dalla Gazzetta del Sud, l’eletto ha tenuto a puntualizzare come "fossero civici e non politici i presupposti del mandato ricevuto dal popolo. Se qualcuno ha cambiato idea in questi mesi – ha ammonito il consigliere – vorrei saperlo perché potrei anche decidere di fare un passo indietro".
L'accordo con Schiavello. Il messaggio, oltre che al capo dell’esecutivo, "con cui – ha puntualizzato - non ci sono stati attriti", è stato rivolto alle forze di maggioranza che hanno impedito in ogni modo che la collaborazione esclusivamente con Antonio Schiavello, "nessuno di noi – ha precisato Muratore - ha mai contattato altre persone", potesse trasformarsi nella tanto discussa federazione. Ma da qui in avanti come si muoveranno i tre consiglieri… dissidenti de “La città che vorrei”?
No alle discriminazioni. "Di sicuro – è stato chiarito – non intendiamo creare confusione. Ci determineremo nei prossimi giorni rispetto al modo in cui agire. Ripeto soltanto che mi sono candidato in una lista civica e non intendo essere condizionato dai partiti". Quanto all’unico rappresentante in assemblea di Territori e Libertà, "non ritengo corretto – ha chiosato Muratore - che debba essere discriminato soltanto per il fatto che sia stato assessore in alcuni frangenti della passata consiliatura ". Nessun commento neppure sulle divergenze all’interno del gruppo di diretta espressione del primo cittadino. "Mancano due firme al documento, è vero – si è limitato a chiosare il presidente della I commissione – ma le ragioni di questa scelta io non le conosco". (Red 3)
