Depositi costieri a Vibo Marina: ecco le tappe verso il rinnovo alla Meridionale Petroli
Il doppio binario del Comune difficilmente porterà al risultato atteso
Non ci sono oggettivamente serie speranze di vedere realizzato un serio progetto turistico oltre che di assistere alla delocalizzazione dei depositi costieri di Vibo Marina: se è vero che il passaggio decisivo debba essere ancora compiuto, risulta altrettanto innegabile che le premesse siano state poste. Non solo e non tanto dall’Autorità di sistema portuale, ma anche dallo stesso Comune capoluogo che snobba gli imprenditori assumendo una posizione ibrida: “Si al turismo ma anche alla multinazionale“
Il tentativo affannoso del primo cittadino Enzo Romeo di convocare la stampa, definendo infondate le deduzioni secondo cui la partita è persa, finisce per fare letteralmente a pugni con il parere del Comune, favorevole ad una concessione demaniale di ulteriori 30 mesi, tempo che l’Ente riterrebbe utile allo spostamento dei depositi
L’idea di Palazzo Luigi Razza sembrerebbe essere quella di procedere su un doppio binario. Da una parte, non opporsi alla nuova concessione che non sarà, verosimilmente di 30 mesi, ma di 20 anni, dall’altra, imbastire un dialogo con l’azienda, finalizzato ad ottenere la delocalizzazione. La domanda, però, sorge spontanea: quale multinazionale riaprirebbe il dialogo con l’Ente, una volta ottenuta la possibilità di rimanere nel porto per ulteriori quattro lustri?
In che modo ci si potrebbe opporre ad un eventuale disco verde da parte dell’Autorità di sistema portuale per un ulteriore ventennio? Come ha suggerito l’ex consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, il Comune dovrebbe adire tutti gli strumenti amministrativi e giudiziari ma l’esito –stando all’attuale giurisdizione sarebbe tutt’altro che scontato.
Ciò di cui nessuno sembra voler tenere conto è il fattore di rischio. Blindare oltre 26mila metri quadrati di territorio rappresenta una questione di sicurezza. In passato, d’altronde, l’impianto –come rammentato dallo stesso Lo Schiavo – è stato oggetto di sequestri sia per presunti scarichi abusivi che per il valore non conforme del benzene. Fattori tutt’altro che secondari.
Risale addirittura al dicembre 2024, la proposta in seno all’Astronave, da parte di due ex consiglieri regionali del territorio vibonese, Raffaele Mammoliti e lo stesso Antonio Lo Schiavo, di convocare un tavolo istituzionale che coinvolgesse tutti gli attori in campo per affrontare la questione dei depositi costieri e definire il finanziamento per uno studio di fattibilità che conducesse alla loro eventuale delocalizzazione. Ma –da quanto si apprende –sulla vicenda, né l’uno tantomeno l’altro sono mai stati ufficialmente coinvolti dal sindaco della città…
