Possesso di cocaina e resistenza a pubblico ufficiale, scarcerato il nipote del boss di Zungri
Il 30enne Angelo Accorinti torna in libertà. Il gip di Vibo ha infatti revocato i domiciliari e disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria
Il gip del Tribunale di Vibo Valentia Gabriella Lupoli ha convalidato l'arresto di Angelo Accorinti, il giovane di 30 anni, fermato dai carabinieri nello scorso fine settimana per resistenza a pubblico ufficiale e per essere stato trovato in possesso di cinque grammi di cocaina. Nei suoi confronti, il giudice ha disposto il solo obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria revocando la misura degli arresti domiciliari così come richiesto dall'avvocato Francesco Sabatino, difensore del giovane di Zungri.
Il profilo. Angelo Accorinti è il nipote di Peppone Accorinti, presunto boss di Zungri, e figlio di Pietro Accorinti, coinvolto due anni addietro nell’operazione antidroga denominata “Decollo”. Già nel 2016, il giovane era stato fermato per minacce ai carabinieri e poi scarcerato. E prima ancora, nel 2010, era finito agli arresti per aver aggredito i carabinieri nel corso di una perquisizione della sua abitazione.
