Una riflessione ironica sull'attuale situazione politica nella città di Vibo Valentia

di ROCCO TRIPODI

Solo gli idioti non cambiano mai idea. A quanti di voi è stato così risposto, ogni qualvolta è stata manifestata la vostra riprovazione verso quei troppi politici che cambiano casacca con la stessa frequenza delle mutande?

Bene, accettando come esatto questo assunto, ne conseguirebbe che tutti costoro , per contro, avrebbero maturato una tale sagacia e finezza d’intelletto da figurare tra i pochi degni di essere annoverati tra i “pensanti” patrimonio dell’umanità. Ma alla luce della recente “Stefano Luciano story” che pare ruberà durante questo Natale, il palcoscenico allo stesso Gesù Bambino, denuncio pubblicamente la mia incommensurabile idiozia e me ne faccio persino, vanto!

Quelle che un tempo venivano comunemente chiamate “ammucchiate”, oggi vengono spacciate per “confederazioni”, ma la natura è comunque la stessa: trattasi di palesi maldestri tentativi di accoppiamento contronatura. Certo, vecchi personaggi di una sempre più nuova e spregiudicata politica con appartenenze ideologiche anche cristianamente non compatibili (come la festa di Natale in Occidente e i centri di detenzione di migranti in Libia), che sperimentano rapporti estremi (per alcuni) di inenarrabile lascivia.

Il senatore Gentile che, dalla lontana sua provincia, scoprendo il torbido, nella nostra, si arma di lenza e amo e va a ripescare, pro domo sua, organismi agonizzanti in cerca di miracolosa rinascita. Il nostro Mangialavori un po’ Forza Italia, un po’ Lista civica, un po’ prestato a…, un po’ coordinatore… fondamentalmente, un… po’.
Vito Pitaro. Che dire? Niente di più che Vito Pitaro. Sì quello, proprio quello: Vito Pitaro.
Alfonsino Grillo che sono certo che la ribalta la cerca per l’improcrastinabile bisogno che ha di raccontarci finalmente quella vile montatura, a suo carico, sugli scontrini giustificativi durante il suo mandato di consigliere alla regione. Censore. Già… può bastare il nome. Cutrullà. Il più ostinato sostenitore di se stesso: 18,7 KM di manifesti elettorali nelle ultime amministrative.
Giovanni Russo: “Va bene quello che scrive, ma trovo scorretto che ci si tratti tutti alla stessa maniera” - mi disse una volta -. Non io, caro consigliere Russo, ma voi, vi trattate tutti alla stessa maniera.
Professore De Filippis, cosa ne è delle ardite rivendicazioni di appartenenza al partito fascista, tanto da dichiarare che non avrebbe problemi a partecipare in consiglio comunale (lei consigliere con D’Agostino), in camicia nera?
Questi sono alcuni dei pastori che daranno vita al presepe allestito per questo Natale. Indagando la loro storia, non si riesce ad individuare affinità elettive o storie condivise; tra loro intercorre la stessa reciprocità di amorosi sensi che vi è tra Salvini e Papa Francesco.
E poi, lui. Stefano Luciano.Lui su tutti: il pluricolorato arcobalenico Pifferaio magico che sfoggia una diversa sfumatura di rosso o di nero per ogni occasione. Da destra svicola a mancina, facendo preventivamente dichiarare che di sinistrina riscaldata si tratta, e, a conferma di ciò, rassicura gli elettori di destra, che avrà cura di constatare scrupolosamente, l’avvenuto decesso dei bambini prima di grigliarli per poi banchettarci.
Provo comunque a mettere in guardia tutti coloro che si apprestano a seguire questo prodigioso incantatore, invitandoli a fare una forzosa impegnativa lettura della fiaba in questione, perché scoprano in anticipo, la fine che l’astuto trascinatore riserva loro.
Per il resto, auguro loro che tutti questi accoppiamenti siano protetti (dal buon senso, intendo), e spero che, se avranno da festeggiare, non lo facciano, fino alle tre di notte, come erano soliti fare alcuni loro colleghi, nei locali del dottor (non ho capito ancora bene, in cosa) Alfonsino Grillo, con la più coatta negazione di ciò che è musica: il karaoke.