L'appello di Rifondazione comunista a Mattarella: "Proteggere la famiglia Vinci-Scarpulla"
Accorato appello dei vertici nazionali e locali di Rifondazione comunista al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In una lettera inviata al Quirinale si chiede la vicinanza dello Stato a Rosaria Scarpulla e Francesco Vinci, genitori di Matteo, ucciso il 9 aprile scorso a Limbadi da un’autobomba. Un attentato di chiaro stampo mafioso che, stando alle indagini dei carabinieri e della Dda di Catanzaro, sarebbe stata organizzato da alcuni componenti della famiglia Mancuso di Limbadi.
L'appello. La lettera porta la firma di Maurizio Acerbo, segretario nazionale Prc, Eleonora Forenza, europarlamentare gruppo Gue/Ngl, Paolo Ferrero, vicepresidente del Partito della Sinistra europea, Pino Scarpelli, Mimmo Serrao e Francesco Saccomanno, della segreteria regionale del Prc. "Quanti hanno avuto la possibilità di parlare con la signora Rosaria, e con il suo legale avvocato Giuseppe De Pace (unico, tra i tanti contattati, ad accettare la difesa!), sono rimasti fortemente colpiti – si legge ancora nella lettera – sia per la sua determinazione a volersi opporre alla prepotenza mafiosa, atteso che da tempo qualcuno ha deciso di volersi impossessare, con efferata prepotenza, di un fondo agricolo di proprietà della famiglia Vinci, che, soprattutto, per la gravità del contesto in cui è avvenuto il feroce delitto. Quella di Matteo Vinci, Signor Presidente, è stata di fatto una “Cronaca di una morte annunciata”, perché a Limbadi, in particolare rispetto a questa vicenda, è mancato, e lo diciamo con tutta la consapevolezza e la lucidità necessaria, lo Stato, sì, lo Stato attraverso le sue articolazioni territoriali, del tutto incapaci di garantire e di difendere le libertà ed i diritti fondamentali dei cittadini".
I funerali. Nelle lettera gli esponenti di Rifondazione comunista chiedono al presidente Mattarella di partecipare alle esequie di Matteo Vinci che si celebreranno il prossimo 14 luglio a Limbadi dichiarandoli funerali di Stato. "Alla luce di tutto ciò, mentre pare che la giustizia stia finalmente facendo il suo corso avendo individuato i presunti responsabili tra i componenti della pericolosissima cosca dei Mancuso, ancor di più necessita rivolgersi a Lei, nella qualità di massimo garante dei diritti costituzionali, per chiederLe un intervento forte – conclude la lettera – affinché alla Signora Scarpulla ed al marito, ritenuti ormai un riferimento ed un esempio positivo per tanti calabresi, sia assicurata la necessaria protezione e sia garantita la possibilità di vivere liberamente la loro vita. Inoltre, si ritiene che anche ai funerali di Matteo Vinci, che ancora non si sono tenuti, lo Stato a Limbadi dovrebbe dare dei segnali forti, a titolo di una qualche forma di riparazione, evidentemente impossibile da realizzare appieno rispetto alla gravità dell’accaduto, possibilmente con una Sua presenza diretta e, comunque, dichiarandoli funerali di Stato".
