Il Tribunale di Catanzaro ha disposto l’amministrazione giudiziaria della società FC Crotone s.r.l. per dodici mesi, su proposta congiunta della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, della Procura Distrettuale di Catanzaro e del Questore di Crotone. La misura, adottata ai sensi dell’art. 34 del Codice Antimafia, si basa su indagini della Polizia di Stato e dei Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale nell’ambito del procedimento penale “Glicine-Acheronte”.

Secondo i giudici della Seconda Sezione penale – Misure di prevenzione, l’attività economica della società, inclusa la gestione della sicurezza e degli ingressi allo stadio, sarebbe stata condizionata dalla presenza della ‘ndrangheta locale, favorendo indirettamente attività illecite. L’intervento giudiziario punta a rimuovere tali condizionamenti e a garantire la ripresa dell’attività del club secondo principi di legalità.

Parallelamente, la Questura di Crotone ha emesso 17 provvedimenti di Daspo “fuori contesto”, rivolti a soggetti ritenuti pericolosi per la società, seppur non direttamente collegati a episodi di violenza sportiva. La misura vieta loro l’accesso agli impianti sportivi, in base alla legge n.401/89, rafforzando la tutela della sicurezza negli stadi.

Il provvedimento è stato notificato al legale rappresentante del club dal personale del Servizio Centrale Anticrimine e della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Crotone.