Serra San Bruno, città sempre più spoglia di servizi: il sindaco replica alle opposizioni
Con le notizie della chiusura della postazione serrese dell'Agenzia delle Entrate e dell'arrivo di una tac e di un mammografo in un nosocomio quasi del tutto privo dell'essenziale, a Serra San Bruno torna acceso il dibattito circa il depauperamento della città, vittima di un continuo e inesorabile smantellamento di servizi. A muovere le critiche, in questo senso, sono stati i due gruppi di opposizione: "Per Serra Insieme", guidato da Biagio Figliucci, e "Uniti per Serra" la cui voce si è fatta sentire tramite il capogruppo Antonio Procopio e l'ex consigliere regionale Luigi Tassone.
Agli attacchi delle opposizioni non ha mancato di rispondere il sindaco, Alfredo Barillari. "All’improvviso - afferma il primo cittadino-, qualcuno, si accorge che l’Agenzia delle Entrate ha la porta chiusa e che il nostro ospedale ha bisogno di interventi immediati. Diamo alle compagini di minoranza due notizie: l’Agenzia delle Entrate non riceve più al pubblico da due anni, mentre il nostro ospedale ha visto un lento declino, nonostante la presenza nelle istituzioni di vari onorevoli e un sindaco, colui che mi ha preceduto, addirittura eletto come presidente della conferenza dei sindaci (organo che si occupa di sanità territoriale e che, forse, avrà convocato un paio di volte se gli è stato permesso di farlo). Questi consiglieri di minoranza pare proprio che abbiano memoria corta; si limitano, da una parte, a mettere la foto sul giornale per note stampa scritte dalle retrovie, dall’altra, ad avventurarsi in disquisizioni politiche che, alla luce delle 'strategie' adottate nel proprio partito di recente, contano poco o nulla.
Nessuno però, in questi primi 16 mesi di amministrazione, ha mai varcato la soglia della casa comunale per fare proposte, dare una mano per la onnipresente pandemia, provare a chiedere quali azioni si potessero mettere in atto per la difesa dei servizi del territorio".
"Abbiamo visto le opposizioni in qualche consiglio comunale, questo si-evidenzia Barillari-. Chi è stato eletto provando a imitare Liberamente, si è presentato all’importante consiglio comunale sull’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato facendo scena muta e votando in modo diverso dal consigliere dello stesso gruppo politico; per non parlare dell’altrettanto importante consiglio comunale sul dissesto, durante il quale entrava e usciva dall’aula riportando numeri suggeriti da chi confeziona le note stampa (peccato che poi, quando si tratta di dibattere, si ritorni a fare scena muta).
Chi invece si fregiava del titolo di onorevole, dovrebbe dire cosa ha portato alla comunità, negli anni in cui era sindaco e aveva dalla sua parte un onorevole della Repubblica al governo, un presidente di Regione compagno di partito e un consigliere regionale presidente della commissione sanità al quale faceva da portaborse. Nulla. Fateci il piacere, fateci continuare a lavorare. I risultati già si vedono e altri ancora ne arriveranno".
"Di certo, continueremo ad alzarci al mattino per servire i serresi-conclude il sindaco-, provando a mettere ordine fra tutte le macerie lasciate negli anni e, cosa ancora più importante, restando autentici. Così come continueremo a batterci per difendere il territorio, coltivando sani rapporti politici in tutte le sedi istituzionali e conducendo le giuste battaglie: con fermezza, per tutelare i diritti di tutti".
