Sarà il gup Pietro Carè a decidere se accogliere la richiesta formulata dalla Procura di Catanzaro che aveva chiuso le indagini in tempi record nel mese di luglio

di GABRIELLA PASSARIELLO

Fiumi di droga, cocaina, hashish e marijuana acquistata nell’area di Gioia Tauro e di Vibo Valentia per essere rivenduta al dettaglio nel capoluogo di regione e nei comuni della fascia jonica del Catanzarese. Ma anche armi, esplosivi e una bomba a mano proveniente dall’Est europeo, dalla ex Jugoslavia e ritrovata all’interno di una falegnameria di Borgia. La Procura di Catanzaro, dopo aver chiuso le indagini in tempi record nel mese di luglio, ha chiesto il rinvio a giudizio per venti indagati coinvolti nell’operazione Ramon, un blitz che aveva portato carabinieri e Guardia di Finanza di Catanzaro il 6 giugno scorso all’esecuzione di un’ordinanza vergata dal gip distrettuale Pietro Scuteri di tredici misure cautelari su richiesta della Dda infliggendo l’ennesimo colpo contro chi smercia e traffica sostanze stupefacenti.

I nomi. Si tratta di Bruno Anellino, 34 anni, residente a Borgia; Danilo Basile, 30 anni, residente a Borgia;  Rocco Ciurleo, 37 anni, di Rosarno; Raffaele Costanzo, 24 anni di Catanzaro; Mirko Danizio, 36 anni di Catanzaro; Alessandro Lacava, 30 anni di Catanzaro; Giuseppe Lindanello, 27 anni di Rosarno; Davide Lomanno, 36 anni, residente a Squillace; Andrea Mazza, 21 anni, residente a Girifalco; Antonio Mazza, 49 anni, residente a Girifalco Concetta Melina, 45 anni di Girifalco; Alessandro Perrone, 31, di Catanzaro;Rosario Andrea Pittelli, 23 anni, residente a Borgia Mimmo Stanganelli, 39 anni, residente a Rosarno; Rocco Stanganelli, 42 anni, residente a Rosarno; Rhama Ungaro, 31 anni, residente a Catanzaro; Antonio Vatrano, 26 anni, residente a Borgia; Michele Zofrea, 36 anni, residente a Borgia e Salvatore Zofrea, 37 anni, residente a Borgia e Mario Lo Stumbo

Il dominus e il sodalizio. Secondo gli inquirenti a trattare direttamente con i fornitori sarebbe stato Rhama Ungaro, decidendo prezzo e corrieri della droga. Corrieri che inquirenti e investigatori hanno individuato in Danilo Basile e Davide Lomanno, mentre i fornitori, secondo le ipotesi di accusa, sarebbero i fratelli Rocco Domenico Stanganelli, Giuseppe Lindanello e, come canale alternativo, Rocco Ciurleo. Gli affiliati, invece, avrebbero avuto il compito di darsi appuntamento in un parcheggio di una zona commerciale di via Lucrezia della valle, a Catanzaro, per concordare la cessione dello stupefacente, utilizzando un linguaggio criptato. La cocaina veniva chiamata “bella ragazza”, “caffè”, “camion” e i componenti del sodalizio, secondo le ipotesi di accusa, avrebbero utilizzato schede telefoniche, intestate a prestanome, per tentare di fuggire ai controlli delle Forze dell’ordine. La parola adesso passa al gup Pietro Carè, che una volta fissata l’udienza preliminare, nel contraddittorio tra accusa e difesa deciderà se accogliere o meno la richiesta della Procura di mandare a processo gli indagati.