"La legge è una cosa alla quale nessuno è superiore. Chi non rispetta la legge non rispetta l'uomo. Io sono un servo della legge, non solo nella veste civica ma anche privata: quando ero piccolo e in un negozio mi chiedevano se volevo lo scontrino o meno, non tornavo più". Con un richiamo all'importanza della legalità ha esordito questa mattina monsignor Attilio Nostro, il nuovo vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, in un incontro con tutte le autorità del luogo: dai sindaci del territorio al presidente della Provincia, passando per il prefetto Roberta Lulli, il questore Gargiulo, il deputato Tucci, il comandante provinciale dei carabinieri Capece e non solo.


"Dobbiamo aiutare le persone a capire quanto sia importante rispettare la legge per il vivere civile - ha continuato monsignor Nostro - quanto è importante coltivare quei valori che sono valori umani. Sono fissato con l'oratorio, sono cresciuto con la mentalità salesiana, della pedagogia preventiva: il ragazzo va educato quando ancora ti ascolta". Parlando di educazione anche "ai valori invisibili", tra cui quello della pulizia: "Sono convinto, da parroco che faceva parte del gruppo che puliva il quartiere, che anche con la pulizia delle strade, dei parchi, viene fatta un'educazione alle cose invisibili".

Ha poi assicurato "tutto il mio impegno" affinché il territorio vibonese "possa crescere nella consapevolezza delle sue potenzialità: molte sono ancora inespresse". "Vi assicuro il mio rispetto, il mio sostegno, le mie preghiere e la mia collaborazione. Mi attendo che voi mi segnaliate quelle difficoltà che rischiano di macchiare un territorio così bello". Invitando a fare "come il portinaio" che, nel posto da cui proviene, era l'autorità principale "perché mi diceva tutto: chi era in difficoltà, chi stava morendo, chi aveva bisogno di aiuto".


Ha poi concluso il suo intervento citando Leonida Repaci, che parlava della Calabria come di una terra "grande ma anche problematica, dove il demonio ha invidiato la bellezza che Dio ha inviato". "Oggi vorrei sporcarmi le mani con voi, farmi venire i calli alle mani, vorrei continuare a essere quel sacerdote sereno, serio, disponibile che sono sempre stato per grazia di Dio. E spero che voi mi possiate aiutare non soltanto con l'incoraggiamento - ha concluso - ma anche e soprattutto rimproverandomi, se serve vi darò il battipanni della mia mamma (scherza, ndr). Devo imparare, non dimenticatelo. Voi dovete dirmi cosa secondo voi è meglio fare, non fare, e in questo vi prego di considerarmi non un maestro di vita ma un vostro discepolo".

A margine dell'incontro inoltre, parlando con i giornalisti, in merito alla possibilità di mostrare rigore quando necessario ha risposto: "Io direttamente no, spero di avere persone che con me abbiano rigore, che mi aiutino a percorrere una strada ben chiara e trasparente come sempre".


Nel corso della cerimonia ha anche ricevuto un gentile omaggio della città. Il sindaco di Mileto Salvatore Bruno Giordano ha infatti donato al vescovo una croce pettorale realizzata dal maestro Gerardo Sacco: "Un dono non effimero ma che rappresenta il grande affetto della comunità per il suo pastore. Con la speranza che lei sia per noi la guida spirituale utile per trovare la strada giusta per costruire un futuro migliore".