Coronavirus, Confesercenti: "Poco tutelati partite iva e commercianti"
"Dobbiamo prioritariamente affrontare l’emergenza sanitaria, non ci sono discussioni su questo. È indispensabile, però, non far crollare il sistema: non possiamo sconfiggere la malattia uccidendo anche il malato". Ad affermarlo è Claudio Aloisio, presidente Confesercenti di Reggio Calabria. "Il decreto 'Cura Italia' del 17 marzo - aggiunge - è già oggi abbondantemente superato dagli eventi, per la quantità di risorse stanziate e per la metodologia che, in alcuni passaggi, non tiene conto dei tempi strettissimi in cui dovrebbe essere attuato".
Non bastano i fondi per chi ha partita iva. "Ancora troppa burocrazia, troppe incongruenze, troppe ineguaglianze, troppa confusione. Ora più che mai - prosegue Aloisio - si capisce quanto poco tutelate siano le partite iva, i piccoli commercianti, le microimprese, gli artigiani, i professionisti che sono la spina dorsale del sistema economico italiano. Possono bastare, ad esempio, 600 euro una tantum per il proprietario di un piccolo bar che vive con l’incasso giornaliero della sua attività? Mentre il suo dipendente potrà usufruire della cassa integrazione guadagnando più di lui senza, per altro, avere il pensiero dei fitti, delle bollette, delle tasse, delle spese vive la gran parte delle quali sono state congelate, è vero, ma appunto 'congelate'? Si dovranno pagare prima o poi, anche ad incassi azzerati".
Servono aiuti maggiori agli imprenditori. "Si deve fare di più, molto di più, prima per sostenere e poi per rilanciare l’economia, principalmente in territori fragili e deboli come il nostro. Gli imprenditori hanno bisogno di liquidità per non chiudere e poter ripartire e ne hanno bisogno adesso, non tra quindici giorni o un mese. Adesso. Il decreto ha previsto una serie di misure per facilitare l’erogazione del credito, è vero, ma ancora non bastano e soprattutto, ad oggi, non sono pienamente attive. Noi, come Confesercenti Reggio Calabria, continuiamo ad essere operativi, pur nelle limitazioni date dalla situazione, rispondendo alle centinaia di imprenditori e cittadini che giornalmente chiedono assistenza e aiuto. Siamo già in grado di supportare le aziende per farle accedere alle varie opportunità che sono previste dal decreto 'Cura Italia' ma ci rendiamo conto anche di quanto, queste, siano al momento insufficienti per affrontare lo 'tsunami' economico, oltreché sanitario, che si sta abbattendo sul nostro Paese".
Pensare a un "Piano Marshall" europeo. "È la crisi peggiore dal dopoguerra quella che stiamo vivendo. Una crisi epocale che cambierà molto del mondo così come lo abbiamo conosciuto. La risposta dovrà essere altrettanto straordinaria". "Si pensi - conclude il presidente di Confesercenti Reggio Calabria - ad un vero e proprio “Piano Marshall” europeo per ricostruire il sistema, si metta in secondo piano la finanza per concentrarsi sull’economia reale, si faccia fronte comune dimenticandosi dei nazionalismi che, in casi come questi, diventano obsoleti e per alcuni versi dannosi. Si può fare. Insieme, uniti, possiamo superare questa crisi devastante e ripartire in un modo nuovo, più giusto e più equo".
