La morte di Denis Bergamini e il giallo sull'aborto della sua ex compagna
Un giallo di oltre trent'anni. Tra mezze verità ed inchieste archiviate. Poi è emersa la consapevolezza che Denis Bergamini potrebbe non essersi suicidato e la magistratura ha riaperto il fascicolo che ora si trova alla Procura di Castrovillari. In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera Luigi Simoni, per quattro anni compagno di squadra di Bergamini a Cosenza e suo grande amico ha provato a riaccendere i riflettori: "Evidentemente qualcuno, quando ha saputo dell’aborto di Isabella, ha voluto in qualche modo punire Denis, senza agire in maniera molto pulita, pensando di essere coperto da qualcuno. Qualche copertura deve esserci stata per forza, visto che le prove di cui si parla oggi erano a disposizione già all’epoca dei fatti. Ma nessuno, fino a oggi, ha mai avuto il coraggio di andare fino in fondo a questa storia".
Dunque, l'omicidio potrebbe avere un movente passionale: "Escludo categoricamente -ha aggiunto Simoni - che lui sia entrato in giri loschi come quello della droga o del calcioscommesse. Per chi, come me, lo conosceva molto bene, queste sono ipotesi che fanno anche ridere, perché Denis non fumava e non amava perdere neanche le partitine di allenamento o di calcio tennis tra noi".
E ancora: "Denis - ha concluso - non aveva altre donne. Voleva riconoscere il figlio, ma lei decise di non tenerlo, poiché lui non voleva sposarla: Isabella riteneva disonorevole la condizione in cui si sarebbe trovata a Cosenza. Per cui scelsero di abortire".
