I lavori nelle scuole secondarie di primo grado procedono e l'auspicio è che presto gli studenti possano rientrare nelle sedi opportune. L'Istituto comprensivo Murmura-Trentacapilli, sotto questo profilo, è quello che spera di fare presto ritorno nella storica sede, situata nel quartiere Sant'Aloe. E ciò per una ragione semplicissima: gli studenti e le relative famiglie sono costrette, ogni mattina, a raggiungere la lontanissima sede di Palazzo "Gemini", situata a 7 chilometri circa dal centro abitato.

Una soluzione, l'unica percorribile secondo quanto stabilito dalle istituzioni preposte, sedute allo stesso tavolo  - Comune e Prefettura in primis - che continua a creare un certo sconforto. Ieri è stato un genitore a prendere carta e penna e raccontare il proprio disagio.

"Ho recuperato i miei figli - ha urlato - lasciati a terra dai bus scolastici messi a disposizione dal Comune, a 7 chilometri della città, alle 13.55. Ad assistere quello tra i due con disabilità, non v'era alcun educatore ed uno dei due stava piangendo. Sì, perché il servizio degli educatori per le persone con disabilità, anche quello – ha puntualizzato il genitore - è stato sospeso dal 9 gennaio, in aggiunta a tutto il resto". E non è finita qua. "Non c'era, visto che aveva già finito il suo lavoro nelle ore precedenti, neanche l'assistente all'autonomia e comunicazione, che siamo stati costretti ad assumere noi - ha ammonito il papà disgustato - perché il Comune ha sospeso il servizio". Conclusione? "Il ragazzo disabile è rimasto in gestione al fratello di 11 anni".

E "i miei figli sono andato a recuperarli io a scuola, mentre attendevano insieme al personale scolastico". L'altra figlia, invece, aveva preso il bus, ma era alla fermata, dove il papà sarebbe arrivato, inevitabilmente, non prima delle 14.10. "Era l'ultima ad aspettare, in compagnia dell'unico operatore del bus". Insomma, "una Città Valentissima".