Il presidente del consiglio comunale di Vibo Valentia, Pino Muratore, a seguito del blitz della Guardia di Finanza risalente allo scorso mese di ottobre e dell'imponente operazione dei carabinieri del Ros che ha portato all'arresto di 330 persone, ha deciso questa mattina di rassegnare le dimissioni sia da presidente del civico consesso della città capoluogo che da consigliere comunale. A suo giudizio non ci sarebbe più le condizioni per andare avanti.

Questo il testo della lettera di dimissioni: "Sono stato onorato di aver guidato il consiglio comunale della mia città fino ad oggi, ma gli eventi che sono sopraggiunti in quest'ultimo mese e in particolare in quest'ultimi giorni, mi hanno portato ad una profonda riflessione. Credo che un ruolo istituzionale di così alta visibilità, quale quella di presidente del consiglio comunale, che attualmente rivesto, richieda un clima sereno, terso e fiducioso per poter essere esercitato adeguatamente e con ponderazione, la stessa adeguatezza e ponderazione con cui credo di averlo esercitato finora. Pertanto e per il profondo rispetto che nutro nei confronti dei miei concittadini e per l'integrità morale che mi contraddistingue, reputo opportuna rassegnare le mie dimissioni da presidente del Consiglio, come pure da quello di consigliere comunale, rimettendo il mio mandato, con il dovuto rispetto, nelle loro mani, con la certezza che il Consiglio saprà trovare un nuovo presidente e un nuovo consigliere più intraprendenti e fiduciosi di me e con le capacità di proseguire nonostante i recenti fatti di cronaca. Desidero ringraziare tutti i consiglieri, i capigruppo e i vicepresidenti per la loro grande collaborazione. Ringrazio la Giunta, il sindaco e il segretario comunale. Un ringraziamento particolare alla mia segretario, signora Maria Figliuzzi, e alla signora Michela Zappone che mi hanno coadiuvato con competenza e affetto in questi mesi e senza le quali non sarebbe stato possibile adempiere a tutta la gestione del consiglio comunale".