La paura di essere intercettati ed i "metodi", con relativo servizio di "bonifica", per evitare la "sorpresa" di finire per essere ascoltati dalle forze dell'ordine. E' stato il collaboratore di giustizia vibonese, Andrea Mantella, ascoltato tempo addietro dagli inquirenti della Dda di Reggio Calabria nell'ambito dei legami fra le consorterie mafiose di Laureana e quelle vibonesi, a svelare i particolari della vicenda ed a fornire indicazioni utili agli investigatori ed ancora tutte da approfondire.

L'elettrauto al servizio dei mafiosi. Andrea Mantella spiega agli inquirenti della Dda di Reggio Calabria che la "Società maggiore" di Vibo Valentia, struttura della 'ndrangheta controllata dal clan Lo Bianco-Barba, aveva fra le sue fila - quale affiliato - un soggetto il cui figlio di professione fa l'elettrauto. "Un ragazzo - dichiara Mantella - che quando io lasciai Vibo per la detenzione, aveva la dote di "picciotto". Di tale ragazzo si sarebbero serviti diversi clan, non solo la cosca Lo Bianco-Barba o lo stesso gruppo "scissionista" di Andrea Mantella, ma anche "altre 'ndrine amiche ovvero alleate".

Mantella e la "soffiata" sulle indagini. Siamo nei primi anni del 2000 ed Andrea Mantella dichiara agli inquirenti di aver avuto una "soffiata" in relazione "ad un'indagine allora in corso". Preoccupato, il futuro collaboratore di giustizia si sarebbe subito recato dal suo fidato amico elettrauto e "tramite lui - sottolinea Mantella - feci sparire un veicolo X Drive asportando l'antifurto satellitare". Tale ragazzo elettrauto con il grado di picciotto e figlio di un componente, attualmente deceduto, della "Società maggiore" dei Lo Bianco, lavorava da un altro soggetto, titolare dell'officina di elettrautica che "ha un figlio avvocato - continua Mantella -. A sua volta tale titolare dell'officina era una vittima di estorsione da parte della cosca Lo Bianco". Andrea Mantella si sofferma quindi sul ragazzo elettrauto "amico dei clan" e "picciotto" dei Lo Bianco, aggiungendo di non sapere se "attualmente ha poi avviato un'attività imprenditoriale autonoma" staccandosi così dal titolare vittima di estorsione da parte della cosca Lo Bianco "e che ha un figlio avvocato".

I legami fra l'elettrauto ed altri componenti del clan. Andrea Mantella rimarca infine ai carabinieri i legami fra tale elettrauto ed un altro componente di spicco del clan Lo Bianco "che ha il grado della Santa - rimarca il collaboratore - pur essendo stato assolto dai processi contro la cosca dei Lo Bianco". Un soggetto, quest'ultimo, indicato come il "telefonista" del gruppo Lo Bianco per le estorsioni unitamente ad un componente della "famiglia" Barba. Lo stesso soggetto è rimasto coinvolto pure in fatti di sangue (sebbene assolto) e "aveva la carica della "Santa" per raccomandazione ovvero per discendenza naturale", essendo strettamente legato da rapporti parentali con i vertici del clan Lo Bianco, e che - conclude Mantella - avrebbe inoltre partecipato " a tutte le riunioni di 'ndrangheta della mia cosca, quella dei Lo Bianco, facendo usura, danneggiamenti ed estorsioni". Per più di qualche componente del clan Lo Bianco è scattata da tempo in città, ed in anticipo, "l'ora... legale".