La Procura chiude il tratto autostradale dove si sono verificati i due incidenti mortali, ma l'Anas ribatte alle accuse: "Pavimentazione in buone condizioni"

L'Anas si difende e respinge tutte le accuse mosse dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia nell'ambito dell'inchiesta scaturita dai due drammatici incidenti stradali che hanno causato la morte di cinque persone.

Tutta colpa della velocità. "I due incidenti  - si precisa in una nota - si sono verificati su un tratto della A3 ammodernato e aperto al traffico nel 2009, dove purtroppo si registra spesso il mancato rispetto dei limiti di velocità. In entrambi i casi, infatti, secondo i primi accertamenti, la velocità dei veicoli ha superato di oltre 50 km i limiti previsti e segnalati".

"Tratto in buone condizioni". Anas evidenzia, inoltre, che la pavimentazione del tratto è in buone condizioni, così come risulta dalle recenti prove ad alto rendimento eseguite in loco dal centro sperimentale di Cesano ad ottobre 2015. Anas precisa infine che i due incidenti si sono verificati al di fuori della Galleria "San Rocco".

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