Vibo, una Provincia in ginocchio. Strade colabrodo e scuole che cadono a pezzi
di MIMMO FAMULARO
Graziano Delrio è un renziano della prima ora, ex sindaco di Reggio Emilia ed ex ministro della Repubblica Italiana. A lui si deve una delle riforme più discusse e controverse degli ultimi anni, una sorta di riforma ante litteram al populismo. E' il famoso disegno di legge che prende il suo nome. Si chiama legge Delrio e nell'orientamento iniziale doveva abolire le oltre 100 province italiane garantendo un risparmio di circa tre miliardi di euro.
Legge flop. A quattro anni dalla presentazione in pompa magna di uno dei provvedimenti cardine del Governo Renzi, le province esistono ancora, si chiamano enti intermedi di secondo livello e nelle casse dello Stato sono tornati appena 300 mila euro. A fronte di un risparmio esiguo si è registrato un caos finanziario che ha generato gravi disservizi. La tanto decantata riforma Delrio ha quindi prodotto gravi ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini perché le vituperate Province italiane garantivano e devono continuare a garantire ancora (malgrado tutto) la manutenzione delle scuole e delle strade.
Il caso Vibo è emblematico di quello che poteva essere la Provincia per un territorio, di cosa è diventata e cos'è oggi dopo la riforma del ministro Graziano Delrio. Nata a metà degli anni '90 grazie soprattutto all'abnegazione del senatore Antonino Murmura, l'ente è diventato ben presto un centro di spreco ed una mucca da mungere fino ad essere completamente spolpata dalla politica. La Provincia di Vibo è l'esempio plastico della mala gestione finanziaria e amministrativa. Lottizzata in ogni suo settore; indebitata da mutui accesi per costruire cattedrali nel deserto; simbolo del clientelismo con centinaia di persone assunte al suo interno non per concorso ma per raccomandazione.
Provincia in default. Dopo essere stata mandata in default perché depredata della mala politica che per anni ha imperato sul territorio, Graziano Delrio con la sua riforma ha dato il colpo di grazia. Così, oberata dai debiti, privata dei trasferimenti statali, incapace di adempiere ai propri oneri, la Provincia di Vibo è stata condotta sull'orlo del baratro e a pagarne le spese sono stati essenzialmente loro, i cittadini. Perché nel frattempo i dipendenti provinciali sono andati in mobilità, trasferiti chi alla Regione e chi in altri uffici pubblici. A Vibo ne sono rimasti poco più di cento. I soldi per il pagamento dei loro stipendi arriveranno, quelli che mancano sono i fondi per garantire i servizi essenziali per la collettività: la manutenzione delle scuole e quella delle strade.
Disservizi e degrado. Quattro anni dopo la Delrio molto è cambiato e tutto in negativo: le scuole a Vibo cadono a pezzi; la Provincia non riesce a garantire i servizi essenziali per il diritto allo studio, a cominciare dai riscaldamenti nel periodo invernale; molti istituti si sono visti tagliare persino la linea telefonica; la stragrande maggioranza delle scuole non è in sicurezza e spesso i dirigenti pagano di tasca propria inadempienze della pubblica amministrazione. Ancora peggiore è la situazione delle strade: nel centro come in periferia percorrere le arterie provinciali è un'impresa tra voragini, avvallamenti, frane e smottamenti. La manutenzione è divenuta una chimera e basta un'acquazzone per mandare in tilt la viabilità. Così mentre le scuole cadono a pezzi, le strade vengono chiuse e abbandonate.
