Dopo le parti sociali, è il coordinatore provinciale dell'Ncd Alfonso Grillo a ribadire che il ministro Angelino Alfano ha tenuto fede a una promessa. 

Dopo la guerra a colpi di “presunti” e surreali emendamenti, dopo la sommossa dei sindaci con la conseguente minaccia di dimissioni di massa, ecco la corsa a mettere il cappello sull'evitato accorpamento della Prefettura a Vibo Valentia a quella di Catanzaro previsto per il prossimo anno.  Ieri è arrivato l'annuncio dei sindacati che non è affatto piaciuto alla politica. E puntuale è arrivata la reazione.  Dopo Jole Santelli e Bruno Censore   ad uscire dal proprio guscio è stato Alfonsino Grillo stigmatizzando il tentativo di mettere il cappello su battaglie mai avvenute in parlamento. Il commissario vibonese del Nuovo centrodestra ha tenuto a mettere più di qualche puntino sulle i. “Ci piace ricordare – ha precisato Grillo - che se la Prefettura non verrà soppressa non è per merito di fantomatici emendamenti. Non esiste alcun emendamento perché non vi è alcun decreto, di fatto, da emendare. La discussione sull’accorpamento delle 23 Prefetture – ha aggiunto Grillo - si basava su una bozza di decreto, tutto qua”. Ubi veritas? Ciascuno ha la sua versione. Quella di Grillo è molto semplice: “Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha tenuto fede a quanto promesso qualche mese fa, ovvero che non era sua intenzione mettere mano alle Prefetture. E come atto concreto presenterà un emendamento, questo sì, alla legge di stabilità di prossima approvazione in Parlamento, in cui si differisce la discussione sul riordino dei presidi istituzionali”.