Da sinistra a destra i protagonisti rimarranno sostanzialmente gli stessi alle prossime elezioni regionali che giungeranno in netto anticipo per via della scomparsa prematura della governatrice Jole Santelli. Ed il "centro" più animato di discussione rimane a Vibo e non soltanto il Partito democratico. Un anno fa il Pd puntò su Raffaele Mammoliti e Luigi Tassone, l’ex sindaco di Serra San Bruno, schierato da Brunello Censore che ebbe la meglio al fotofinish sull’ex segretario della Cgil. A questo punto, però, non si esclude che possa cedere al passo a Brunello Censore che ritornerebbe agli onori della ribalta seminando non poco panico nella Federazione provinciale del Partito democratico. Le ragioni stanno dentro e per alcuni aspetti fuori dal Pd. Nei mesi scorsi, Mammoliti con Insardà, Luciano e Mirabello hanno deciso da mesi di aderire ad “Umanesimo Sociale”, l’associazione fondata da Domenico Consoli- anch’egli pronto a scendere nuovamente in campo – che vede tra i primissimi attori anche l’ex primo cittadino Elio Costa. Ora i nodi rischiano di venire al pettine: con Mammoliti e Consoli probabilmente in campo, quali saranno le scelte della nomenclatura dem che si riconosce in “Umanesimo Sociale?” Questo è il rompicapo nel Pd, mentre il primario emerito dell’ospedale Jazzolino appare determinato a perseguire i propri obiettivi. Nel frattempo, sponda centrosinistra, non ha abbandonato l’obiettivo di entrare in Consiglio regionale nemmeno Antonio Lo Schiavo, anch’egli della partita lo scorso anno, quando ottenne un cospicuo numero di preferenze. Possibile, invece, un passo indietro di Michelangelo Mirabello. Ma la partita delle candidature è tutta da giocare, specie se si considerano i nuovi equilibri all'interno di uno schieramento che attende di conoscere il nome del futuro governatore