’Ndrangheta, pochi pentiti ma più testimoni (I DATI)
Secondo i dati del Viminale, i collaboratori di giustizia riconducibili alla ’ndrangheta sono 126

La ’ndrangheta continua a distinguersi dalle altre organizzazioni mafiose per la scarsa propensione alla collaborazione con la giustizia, ma presenta un numero di testimoni leggermente superiore rispetto a Cosa nostra e alla criminalità organizzata pugliese. È quanto emerge dalla relazione sulle speciali misure di protezione, aggiornata al secondo semestre 2024 e firmata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, depositata nei giorni scorsi in Parlamento. Lo scrive “Gazzetta del Sud”.
Secondo i dati del Viminale, i collaboratori di giustizia riconducibili alla ’ndrangheta sono 126, un numero inferiore a quello della camorra (217), di Cosa nostra (143) e della criminalità pugliese (156). Complessivamente, in Italia i pentiti sono 707, includendo anche 65 appartenenti ad altre organizzazioni, comprese quelle di origine straniera. La fascia d’età più rappresentata è quella tra i 41 e i 60 anni con 403 soggetti, seguita da quella tra i 26 e i 40 anni (228). Undici hanno tra 18 e 25 anni, mentre 65 superano i 60.
I familiari sottoposti a tutela sono 2.134: 861 minorenni, 202 tra 19 e 25 anni, 627 tra 26 e 40, 406 tra 41 e 60 e 158 oltre i 60 anni. Tra i collaboratori prevalgono i coniugati (379), seguiti da conviventi (156) e celibi o nubili (107). Da segnalare una presenza femminile superiore alla media: 7 donne contro 119 uomini.
Diversa la situazione dei testimoni di giustizia. In totale sono 54: la camorra ne conta 19, la ’ndrangheta 13, Cosa nostra 9, la criminalità pugliese 8 e altre organizzazioni 5. Nessuno ha meno di 18 anni; la maggioranza rientra nella fascia 41-60 anni. I familiari tutelati sono 166, con 61 minorenni. Tra i testimoni di ’ndrangheta una sola è donna.
Nel primo semestre 2024 sono stati autorizzati 14 cambi di generalità e predisposti 12 decreti ministeriali. Sul fronte sanitario, nel secondo semestre sono state trattate 3.576 pratiche e svolti 165 colloqui psicologici. La spesa complessiva annua per il sistema di protezione ammonta a oltre 57,6 milioni di euro, destinati in gran parte ad assegni mensili e canoni di locazione.
