Un drammatico episodio si è consumato nel primo pomeriggio di oggi sul tratto vibonese dell'autostrada A2 del Mediterraneo, nei pressi dello svincolo di Pizzo. Secondo le prime ricostruzioni, un uomo di 46 anni, Raffaele Vita, ha compiuto un gesto estremo lanciandosi dal grande ponte autostradale.

La notizia ha gettato nel più profondo sgomento ben tre comunità del Vibonese, a cui l'uomo era profondamente legato. Originario di Tropea, da bambino aveva vissuto con la famiglia negli Stati Uniti, per poi rientrare in Calabria e crescere tra i comuni di Arena e Acquaro, luogo quest'ultimo in cui risiedeva stabilmente. Tre paesi che oggi si stringono nel dolore e nell'incredulità.

I soccorsi e il tragico epilogo

Subito dopo la segnalazione dell'accaduto, la macchina dei soccorsi si è attivata istantaneamente. Sul posto sono giunti tempestivamente i Vigili del Fuoco, le forze dell'ordine e i sanitari del 118. Date le condizioni particolarmente impervie della zona e la gravità della situazione, è stato richiesto anche l'intervento urgente dell'elisoccorso, atterrato a poca distanza dal punto della tragedia per avviare le delicate operazioni di recupero.

Nonostante la rapidità e lo sforzo congiunto dei soccorritori, i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 46enne, causato dal terribile impatto.

Circolazione in tilt sulla A2

L'evento ha avuto pesanti ripercussioni anche sulla viabilità. A causa delle operazioni di soccorso e dei rilievi necessari da parte delle autorità per ricostruire la dinamica del fatto, la circolazione stradale lungo l'autostrada in direzione Reggio Calabria è rimasta provvisoriamente bloccata, registrando forti disagi e code chilometriche. 

Un tratto già noto alle cronache

 Quel tratto di viadotto è purtroppo già noto alle cronache locali per simili e dolorosi eventi che in passato hanno spezzato altre esistenze. Proprio per contrastare il ripetersi di tali drammi, la struttura era stata precedentemente oggetto di interventi di messa in sicurezza, con l'installazione di apposite barriere protettive volte a inibire l'accesso ai parapetti. Barriere che, purtroppo, oggi non sono bastate a evitare la tragedia.