Il castello accusatorio, per una parte dei protagonisti del maxi-processo nato dalle operazioni Maestrale-Carthago, Olimpo e Imperium, si chiude qui. Sono diventate definitive 16 assoluzioni relative al troncone celebrato con il rito abbreviato: la Procura distrettuale di Catanzaro ha infatti deciso di non proporre appello avverso la sentenza emessa dal gup Piero Agosto per queste specifiche posizioni, a differenza di altri 35 profili per i quali l'iter giudiziario proseguirà. Tra i prosciolti in via definitiva spicca il nome di Gianfranco La Torre, sindacalista, ex vicesindaco di Ricadi e già consigliere provinciale. La Torre era finito in carcere nel gennaio 2023 con l'accusa di tentata estorsione pluriaggravata in concorso con esponenti di spicco dei clan Mancuso e Accorinti.

Secondo l'ipotesi iniziale, La Torre avrebbe fatto da tramite per una pretesa estorsiva (una quota dei lavori o 40mila euro) ai danni di un'impresa impegnata in opere di difesa costiera a Ricadi. Tuttavia, dopo l'annullamento dell'arresto da parte della Cassazione già nel giugno 2023, la sentenza di primo grado — ora definitiva — ha sancito la sua totale estraneità ai fatti, nonostante per lui fossero stati chiesti 6 anni di reclusione.

Escono definitivamente dal procedimento penale i seguenti imputati (tra parentesi le richieste di condanna formulate in primo grado dalla pubblica accusa):

  • Maria Eugenia Grazia Arcuri (Nicotera, 1965) – chiesti 2 anni e 6 mesi.
  • Luciano Marino Artusa (Filandari, 1961) – chiesta l'assoluzione.
  • Sabrina Benincasa (Lamezia Terme, 1973) – chiesta l'assoluzione.
  • Antonio Bonaccurso (Briatico, 1984) – chiesti 14 anni.
  • Domenico Cupitò, alias “Pignuni” (Nicotera, 1959) – chiesti 10 anni.
  • Francesco Cupitò (Nicotera, 1992) – chiesti 2 anni e 6 mesi.
  • Simone Cupitò (Nicotera, 1996) – chiesti 2 anni e 6 mesi.
  • Antonino Fogliaro, alias “Tonino u’ Rijkaard” (Mileto, 1976) – chiesta l'assoluzione.
  • Gianfranco La Torre (Ricadi, 1967) – chiesti 6 anni.
  • Giuseppe Daniele Megna (Nicotera Marina, 1992) – chiesti 2 anni e 6 mesi.
  • Laurentiu Gheorghe Nicolae (Romania, 1989) – chiesta l'assoluzione.
  • Salvatore Pandullo (Seregno, 1987) – chiesti 6 anni e 6 mesi.
  • Giuseppe Preiti, detto “Pino” (San Calogero, 1975) – chiesti 8 anni.
  • Nicola Preiti, detto “Cola” (San Calogero, 1968) – chiesti 8 anni.
  • Maria Antonella Prestia Lamberti (Spilinga, 1983) – chiesti 4 anni.
  • Rocco Angelo Tritto (Gioia del Colle, 1954) – chiesta condanna a 1 anno.

Mentre per i 16 sopra citati la parola fine è stata scritta, la sentenza ha invece confermato la colpevolezza dei vertici della tentata estorsione. Rimangono infatti le pesanti condanne per Diego Mancuso (20 anni) e Davide Surace (13 anni), ritenuti i veri registi del tentativo di taglieggiamento ai danni della ditta De Nisi, minacciata con intercettazioni inequivocabili: «Altrimenti… gli buttiamo quattro fucilate a quei mezzi». Per loro, a differenza di La Torre e degli altri assolti, la matrice mafiosa è stata pienamente accertata.