Il dossier di Cittadinanzattiva fotografa gli usi (e gli abusi) nella nostra regione: Cosenza è il capoluogo dove il servizio idrico costa meno ma viene sfruttato peggio...

Una spesa annua di 276 euro rispetto ai 376 di media nazionale. Tanto costa l’acqua in Calabria secondo il dossier 2016 di Cittadinanzattiva sul servizio idrico integrato. Basta questo per fare della nostra una regione virtuosa? Neanche a parlarne. Perché se le tariffe – con le dovute differenze da capoluogo a capoluogo – risultano contenute rispetto agli eccessi registrati altrove, la stessa cosa non si può dire degli sprechi. Che, anzi, sono inversamente proporzionali rispetto ai costi. È proprio a Cosenza infatti, che con i suoi 171 euro di spesa annua è il capoluogo meno caro della Calabria (e il quarto meno caro a livello nazionale) che la dispersione idrica è più elevata, raggiungendo una percentuale del 60% a fronte di un 33% di media italiana. Al contrario, Reggio Calabria, a fronte di una spesa di 437 euro, ha una dispersione pari al 27%.

Gli sprechi. La Calabria nel suo complesso non brilla per parsimonia in termini di consumo idrico: con il 46% si colloca al quarto posto tra le regioni sprecone, dietro a Lazio (60%), Sardegna (52) e Campania (48). Tra il picco cosentino e la più bassa percentuale reggina – a livello di capoluoghi di provincia – si colloca il 50% di dispersione idrica registrato a Catanzaro, mentre non sono disponibili i dati relativi a Vibo Valentia e Crotone. Sono già due le condanne ricevute dall’Italia da parte della Corte di Giustizia europea per inadempienze su sistema delle reti fognarie e trattamento delle acque reflue. Nel 2014 è stata avviata una nuova procedura di infrazione che interessa 817 agglomerati di cui 175 in Sicilia, 128 in Calabria e 108 in Campania. Per accelerare la messa a norma degli agglomerati, il Cipe (con la delibera n. 60/2012) ha assegnato ad alcune regioni, tra cui la Calabria (le altre sono Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna) un miliardo e 776 milioni di euro circa per la realizzazione di 183 interventi per la raccolta e la depurazione delle acque reflue urbane. Nella nostra regione si parla di 27,3 milioni di euro per finanziare cinque interventi che interessano undici agglomerati.

tabelle acqua 2016

I costi. Nel dettaglio, come anticipato sopra, i costi variano dai 437 euro di Reggio ai 171 di Cosenza. In mezzo troviamo Vibo Valentia (294), Crotone (245) e Catanzaro (231). Cifre distanti da quelle delle città toscane che dominano la classifica delle più care. Una media calabrese di 276 euro per il 2015, in leggera diminuzione rispetto a i 283 del 2014. “Auspichiamo – afferma Tina Napoli, responsabile delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva – che l’introduzione del nuovo sistema di regole omogenee, in tema di qualità contrattuale, possa essere un primo passo per porre tutti i cittadini italiani in una situazione paritaria a livello di diritti legati agli aspetti commerciali, in attesa di un simile provvedimento sulla qualità tecnica che garantisca a tutti l'accesso e la continuità del servizio stesso. Accanto ai tre elementi indicati dall'Europa: qualità, accessibilità fisica e accessibilità economica riteniamo inoltre indispensabile un ampliamento degli strumenti a tutela del consumatore e una maggiore partecipazione attiva alla definizione del servizio, anche tramite luoghi di consultazione pubblica”.

(mav)