Assistenza ai disabili nelle scuole, il Comune di Vibo punta a una short list
Tornano le short list ed è nuovamente polemica nel Consiglio comunale di Vibo Valentia. Nel mirino della Commissione Politiche Sociali finisce questa volta una proposta di Katia Franzè finalizzata a reclutare professionisti esperti in specifiche branche per l'assistenza alla comunicazione e l'integrazione scolastica degli alunni disabili senza più la "mediazione" delle cooperative. "Una short list – ha detto Franzè – consentirebbe di reperire più facilmente operatori specializzati in settori specifici, assicurando continuità ai ragazzi. In questo modo eviteremmo di pagare cooperative o associazioni destinate a gestire il servizio assolvendo magari a un maggior numero di richieste".
L’idea di far saltare il bando e di gestire i fondi affidandosi a professionisti reclutati direttamente dall’Ente non è piaciuta alla minoranza e ha provocato un certo dissenso anche nel centrodestra. Insomma, la domanda è sorta spontanea: con questo sistema i ragazzi verrebbero messi al primo o forse all’ultimo posto, considerato che si punterebbe ad assumere solo alcuni professionisti, in un'ottica che sconfinerebbe facilmente nelle logiche clientelari? Eloquente, in tal senso, l’affondo del consigliere comunale del Movimento Cinquestelle Silvio Pisani: "Volete le short list per scegliere anche gli assistenti alla Comunicazione come si fa con gli avvocati e gli ingegneri? Ovvero, per regalare incarichi ad aspiranti consiglieri non eletti nelle coalizioni di governo, come accaduto già in passato?".
Come dire, altro che rispetto per i diversamente abili: questo meccanismo servirebbe soltanto ad alimentare clientelismo e salvaguardare pacchetti di voti. E Marco Miceli non ha esitato a rincarare la dose: "Quello che si sta proponendo, condivisibile per alcuni aspetti, rischia però di escludere tante persone che magari non abbiano la possibilità di entrare in queste graduatorie specifiche". Polemico anche Antonio Curello, esponente di Fratelli d’Italia e persino Lorenzo Lombardo (Forza VV – Porto Santa Venere) è parso tutt’altro che convinto dell’idea di mettere fuori dai giochi le cooperative. "Sebbene sia indubbio – ha evidenziato Lombardo – che servano figure specifiche per determinate patologie, ritengo più utile interrogare il dirigente di settore su come rimodellare i bandi per imporre alle cooperative di selezionare determinare figure professionali evitando che talora i diplomati vengano assunti a discapito dei laureati, dando priorità a competenze e titolo di studio". E non è finita qua: "Mi chiedo ancora – ha concluso Lombardo – come gestiremmo noi questi contratti. Sarebbero lavoratori a tempo determinato del Comune? O svolgerebbero prestazioni occasionali?" Peraltro, "le cooperative sono molto attrezzate sotto questo profilo e non penso che si servano di persone non all’altezza del compito”. Stizzita la replica di Katia Franzè: “Qui non vanno garantite le cooperative ma i disabili. A noi manca personale specializzato, ad esempio sull’autismo. Se le figure abbinate non hanno una competenza specifica rischiano di arrecare danno ai bambini".
