Un consiglio comunale a palazzo "Luigi Razza" andato avanti tra urla, schiamazzi e assenza di democrazia. Un vero "mercato", come l'ha definito un consigliere di maggioranza. Nell’ordine: prima viene impedito alla consigliera d'opposizione Loredana Pilegi di intervenire sull’allontanamento della stampa dall’aula, per via del presidente Antonio Schiavello - che aveva preso il posto di Rino Putrino temporaneamente assente - che, non mancando di alzare la voce, decide di interromperla continuamente. Successivamente scopriamo che la stampa può in realtà partecipare alle sedute, nonostante solo tre giorni fa un giornalista di Zoom24 sia stato allontanato dall’aula con il presidente del Consiglio Rino Putrino che aveva spiegato: “È una disposizione di Conte che purtroppo non posso modificare”. Infine, per non farsi mancare nulla, durante la votazione su alcune variazioni al bilancio lo stesso presidente Putrino, nel frattempo tornato in aula, ha risposto alla consigliera di opposizione Luisa Santoro - che aveva chiesto di poter illustrare le ragioni del proprio voto - che “prima votiamo e dopo le do la parola”. Per poi invece, non mancando anche lui di alzare la voce, invocare il regolamento dicendo “ormai abbiamo votato, non può più intervenire”.

L’opposizione lascia l’aula. Prima della votazione, inoltre, il presidente Schiavello aveva ignorato completamente il proprio ruolo super partes (imprescindibile per il presidente dell’assemblea) per rispondere sul piano politico alle obiezioni di Stefano Luciano (PD). E quando lo stesso Luciano ha fatto notare che avrebbe dovuto rispondere qualcuno dalla maggioranza, e non il presidente del Consiglio comunale, si sono alzate una serie di urla da entrambe le parti. Risultato? L’opposizione (ad esclusione del M5S) abbandona l’aula per protesta. Successivamente però anche la consigliera pentastellata Luisa Santoro lascerà la seduta dopo che, per l'ennesima volta, il presidente Putrino le toglierà la parola. "Anche in Consiglio comunale bisogna avere le raccomandazioni per poter parlare", commenterà amareggiata.

Il confronto con la Giunta Costa. A scaldare gli animi, forse, è stato il paragone con la Giunta comunale precedente, quella guidata dal sindaco Elio Costa. Il capogruppo del PD Stefano Luciano aveva infatti affermato, chiedendo che la seduta venisse rinviata per via della mancanza di figure tecniche con cui confrontarsi riguardo le variazioni al bilancio, che “il sindaco Elio Costa, che non ha mai abbandonato l’aula nonostante le opposizioni avanzassero critiche molto forti, pretendeva che i revisori dei conti fossero presenti in aula, perché i revisori e gli assessori tecnici devono partecipare per dare la possibilità ai consiglieri di avere un confronto nel merito”.

Mancanza di democrazia. “Come affrontiamo la discussione – aveva così concluso il suo intervento - in assenza dell’assessore al bilancio, dei revisori, e anche di qualunque assessore che nel bene o nel male è coinvolto sotto il profilo tecnico nelle operazioni di bilancio?”. Semplice: non c’è nessuna discussione da affrontare, l’opposizione non serve, la stampa può essere allontanata invocando il nome del presidente del Consiglio Conte. AAA democrazia cercasi…