Vibo, papà allarmato: “Senza sensore per diabete mia figlia rischia la vita”
“Il sensore l’altra notte ha suonato intorno all’una. Mi sono precipitato in camera di mia figlia, diabetica dall’età di due anni. Si era appena verificato un crollo della glicemia. Le ho dovuto immediatamente dare qualcosa di zuccherato da ingerire. Altrimenti avrebbe rischiato il peggio”. Preferisce mantenere l’anonimato ma non esita rendere pubblico il suo dramma, il papà di una bambina diabetica di Vibo Valentia, mentre racconta quasi spaventato al cronista la necessità di quei monitor salvavita dei quali l’Asp ha raccomandato un uso limitato. “Il diabete è così. Non ti avvisa. Improvvisamente il pancreas non produce insulina e va giù. Mentre in altre circostanze senza un motivo preciso, schizza alle stelle. Le conseguenze possono essere letali. I danni, incalcolabili”. Per venire a capo di questa problematica sono stati inventati i sensori che monitorano la situazione. “Grazie a questo sistema abbiamo contezza della situazione in ogni momento. Il problema non è la semplice striscetta che misura la glicemia”. Ovviamente, il costo è esorbitante. Si parla di “centinaia di euro al mese che il servizio sanitario -sbotta il genitore- non può non garantire. Per moltissime famiglie sarebbe una spesa insostenibile e si tratta di macchinari salvavita”. La questione, di estrema delicatezza, è stata affrontata nei giorni scorsi dal capogruppo del Misto in Consiglio regionale Antonio Lo Schiavo che ha presentato un’apposita interrogazione per chiedere tra le altre cose, “per quale ragione, ed attraverso quali dati ed elementi concreti può ritenersi che la richiesta di prescrizioni inerenti i dispositivi di monitoraggio e microinfusori di insulina sia percentualmente “elevata” rispetto alle previsioni di spesa”. E soprattutto “attraverso quali criteri si ritiene che i medici diabetologi possano “ridurne le prescrizioni allo stretto necessario”. Considerazioni emerse alla luce del fatto che “la Commissione straordinaria da poco insediatasi all’Asp di Vibo Valentia ha infatti invitato i diabetologi, con proprio provvedimento, a “limitare la prescrizione di tali dispositivi”. Un atto che “suscita indignazione”, visto che “non è accettabile che valutazioni ragionieristiche possano impattare in maniera così significativa sulla vita dei singoli, tanto più quando questi vivono una condizione d’estrema fragilità. In questo senso -, chiosa il consigliere vibonese - dovrà essere il presidente della Regione (e commissario governativo alla Sanità) Roberto Occhiuto a rispondere alla sua interrogazione, appena depositata”.
