La droga veniva consegnata a domicilio, più o meno come una pizza, bastava una telefonata per ordinare. Coinvolte anche 4 donne e due coppie imparentate tra loro

I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno eseguito 12 provvedimenti tra arresti in carcere, ai domiciliari e obblighi di firma, nei confronti di un gruppo di persone a Castrovillari. Coinvolte anche 4 donne e due coppie imparentate tra loro. Per gli inquirenti si tratterebbe di una piccola 'dynasty' dello spaccio e non a caso l''operazione prende questo nome. A vario titolo i destinatari dei provvedimenti, emessi dal gip di Castrovillari Lezia Benigno su richiesta del pm Valentina Draetta e del procuratore Eugenio Facciolla, sono accusati di  spaccio continuato di cocaina, hashish e mariujana.

Le indagini, condotte dalle Compagnia dei carabinieri di Castrovillari, avrebbero permesso di rilevare che il gruppo di persone, legate tra loro anche da vincoli di parentela, avrebbe sostanzialmente monopolizzato l'attività di spaccio nella cittadina. Sarebbero stati documentati numerosissimi episodi di spaccio, quasi totalmente di cocaina, con alcuni episodi di cessione di hashish e marijuana. Tra i soggetti indagati, in parte riconducibili alla famiglia degli zingari cosentini, ci sono due coppie, e il suocero di una di queste.

La droga veniva consegnata a domicilio, più o meno come una pizza, bastava una telefonata per ordinare. La cocaina veniva invece indicata usando strani termini come "telefonino", se poi la qualità' non era buona il cliente si lamentava dicendo che "il telefonino non funzionava".

I dettagli dell'operazione saranno resi noti nella conferenza stampa che si terrà alle ore 11.30 nel Comando provinciale Carabinieri di Cosenza.