Nel giustificare il motivo del mancato accredito, il capo ufficio stampa della della formazione pitagorica avrebbe detto: "Ci sono testate più importanti e Lei sarà di Eccellenza"

di FRANCESCO CANGEMI*

Penultimo in classifica a 9 punti dalla zona salvezza, ma già retrocesso in materia di stile e accoglienza nei confronti di due giornalisti che si erano recati allo Stadio “Ezio Scida” di Crotone non certo per entrare “a scrocco”, ma per garantire i servizi ai lettori del quotidiano “Cronache delle Calabrie” diretto da Paolo Guzzanti.

Nel recupero della diciottesima giornata del campionato di Serie A di calcio, ieri a Crotone era di scena la capolista Juventus, ma i colleghi Luigi Maria Chiappetta e Simona Musco quella partita non potranno mai raccontarla ai loro lettori perché privati non solo del diritto di cronaca, ma anche della loro dignità di giornalisti. Ai due giornalisti è stato, infatti, negato l’ingresso allo stadio della città pitagorica. Il motivo lo ha spiegato loro il capo ufficio stampa del Crotone Calcio, Alessio Masi, secondo il quale il quotidiano non poteva assistere al match perché «ci sono testate più importanti. Lei sarà di Eccellenza – ha detto rivolgendosi a Chiappetta e alludendo alla categoria calcistica inferiore – tornatevene a Cosenza».

Una risposta che ha mandato su tutte le furie Chiappetta e Musco, giunti a Crotone dalla redazione di Cosenza per svolgere il loro lavoro. I due giornalisti avevano seguito tutta la trafila per essere accreditati. Seguite le indicazioni che la società del Crotone fornisce attraverso il proprio sito, Chiappetta e Musco avevano, infatti, inviato la richiesta di accredito senza ricevere alcuna comunicazione circa una eventuale esclusione dalla tribuna stampa. Anzi, sempre sul sito web del Crotone, viene specificato che se i giornalisti non ricevono comunicazioni, vale il silenzio-assenso che li accredita automaticamente all’evento.

Arrivati allo stadio Scida, i giornalisti di Cronache delle Calabrie si sono recati dall’addetto alla consegna degli accrediti che ha loro comunicato l’esclusione. Chiappetta e Musco hanno, allora, chiesto di poter parlare con un responsabile e, telefonicamente, si sono messi in contatto con Masi che ha candidamente detto loro che preferiva «fare entrare altri giornali al posto del vostro, mica posso lasciare fuori la Gazzetta dello Sport».

Non contento, Masi ha accusato i due giornalisti di essere lì “solo” perché c’era la Juve (quando, invece, Cronache delle Calabrie riporta ogni giorno un pezzo sul Crotone Calcio proprio a firma di Chiappetta), rimproverando che non c’è spazio per quelli che non «scrivono sempre sul Crotone». Inutile dire che mentre i colleghi del quotidiano cartaceo venivano esclusi dallo stadio, altri appartenenti a siti senza alcun giornalista dipendente venivano regolarmente fatti accomodare per seguire la partirà fra pitagorici e bianconeri.

Non è la prima volta che il Crotone Calcio si comporta in maniera decisamente poco ortodossa nei confronti della stampa. Ad agosto è toccato al Corriere della Calabria, altra testata con giornalisti dipendenti, che si è visto negare l’ingresso allo stadio San Vito-Marulla di Cosenza in occasione dell’amichevole fra Crotone e Atletico Madrid. Nell’occasione, il segretario generale aggiunto della Fnsi, Carlo Parisi, e il commissario regionale dell’Ussi Calabria, Franco Pellicanò, non avevano esitato a manifestare il loro rammarico per l’episodio che, di fatto, smentiva i buoni propositi espressi dal Crotone in occasione dell’assemblea dei giornalisti sportivi crotonesi, svoltasi nel giugno scorso alla “Casa della Cultura”. Incontro promosso dal giornalista Virgilio Squillace per conto del Sindacato Giornalisti della Calabria e dell’Ussi Calabria, al quale avevano partecipato, tra gli altri, il responsabile regionale dell’Ussi Franco Pellicanò, il vice Antonio Lopez ed il vicesegretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, Andrea Musmeci.

Presenti gli addetti stampa della società Fc Crotone, Alessio Masi e Luciano Ierardi, nell’occasione era emersa chiaramente la volontà di accreditare alle partite di Serie A soltanto i giornalisti veri e metterli nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro.
Un’operazione semplice, ma soprattutto doverosa a tutela di quanti si recano allo stadio per lavorare, non certo per assistere gratuitamente alla partita. Il protocollo c’è. L’ha redatto anni fa il segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, attuale segretario generale aggiunto della Fnsi, facendolo adottare alle principali società sportive calabresi. Basta adottarlo. Non per fare clientelismo, ma per garantire il diritto di cronaca, nel rispetto dei giornalisti e dei lettori.

*giornalistitalia.it

Dall'Ufficio Stampa FC Crotone riceviamo e integralmente pubblichiamo a seguire una nota di replica pervenuta in redazione:

Spett.le redazione,

in riferimento e in risposta al seguente articolo:

·
http://www.giornalistitalia.it/crotone-calcio-stadio-negato-a-due-giornalist
i/

si fa presente quanto segue:

1. Il diniego dell’accredito veniva regolarmente notificato via e-mail
da questo Ufficio Stampa ai richiedenti. Tale comunicazione avveniva in data
3 Febbraio (18.08), con largo anticipo sulla partita, verso l’indirizzo
[email protected] che nella lettera di incarico pervenuta su
carta intestata risultava indicato in calce come unico indirizzo e-mail di
riferimento per la redazione. Nonostante ciò, i due giornalisti decidevano
di raggiungere ugualmente Crotone.

2. I criteri di accredito stampa sono elencati sul nostro sito. Tra
tutti, il seguente:

“La Società si riserva il diritto di selezionare e conseguentemente di
respingere le richieste d’accredito, anche se pervenute entro la data e
l’orario indicato, se il numero delle stesse supera la capienza disponibile
della tribuna stampa e/o se le richieste non siano in possesso dei requisiti
necessari (es. testate che non annoverano tra le principali tematiche
trattate con continuità quelle legate al calcio ed, in particolare, al F.C.
Crotone o alla squadra avversaria)”.

Ad oggi, dopo 23 partite disputate in campionato, non ci risultano altre
richieste di accredito provenienti dalla testata Cronache delle Calabrie, né
richieste di intervista per i nostri tesserati, per assistere ai nostri
allenamenti, partecipare alle nostre conferenze stampa.

Ne deduciamo che per la testata in questione –peraltro non reperibile a
Crotone- il Crotone Calcio non sia tra i temi regolarmente approfonditi
dalla redazione.

3. In terza analisi, smentisco con fermezza che il seguente
virgolettato sia stato mai pronunciato:

«Lei sarà di Eccellenza – ha detto rivolgendosi a Chiappetta e alludendo
alla categoria calcistica inferiore – tornatevene a Cosenza».

4. Il resto dei virgolettati riportati è trascritto in modo incompleto
e decontestualizzato. Questo ufficio stampa faceva infatti presente ai due
giornalisti che:

a. a fronte di una tribuna stampa esaurita –come peraltro tutto il
resto dello stadio- sarebbe stato materialmente impossibile consentire
l’accesso ad altre persone.

b. a fronte di una tribuna stampa dalla capienza limitata, soprattutto
in considerazione di una partita di tale rilievo, sarebbe stato impossibile
accordare l’accredito al 100% dei richiedenti. Le domande ricevute per il
match contro la Juventus sono state infatti oltre il doppio rispetto alle
disponibilità di posti. In queste condizioni non è possibile soddisfare
tutte le richieste.

Tali argomentazioni rimanevano puntualmente inascoltate.