Detenzione di armi e munizioni, 37enne vibonese passa ai domiciliari
La Prima Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, in accoglimento del ricorso proposto dall’avvocato Giuseppe Bagnato, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di Giovanni Naccari, 37enne di Cessaniti.
La vicenda risale al novembre del 2020, allorquando i carabinieri di Cessaniti nel corso di una perquisizione presso l’abitazione e l’esercizio commerciale denominato “Mini Aagri Punto Verde” rinvenivano una pistola revolver calibro 38 special, una pistola semiautomatica calibro 6,35, un fucile calibro 16, tutte con matricola abrasa. Venivano rinvenute anche diverse munizioni di vario calibro.
All’esito del giudizio di convalida dell’arresto il gip di Vibo Valentia concedeva gli arresti domiciliari al Naccari, ma la Procura della Repubblica proponeva appello al Tribunale della Libertà di Catanzaro chiedendo l’applicazione della più gravosa misura della custodia in carcere in ragione della gravità dei fatti contestati e il contesto i cui gli stesi sarebbero maturati.
Il Tribunale della Libertà di Catanzaro, in accoglimento dell’appello proposto dalla Procura di Vibo Valentia, riformava l’ordinanza del gip e disponeva l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti del Naccari, la cui esecuzione rimaneva sospesa per effetto della proposizione del ricorso per la Cassazione. Nelle more veniva fissato il processo e il Naccari sceglieva di essere giudicato con il rito abbreviato. A fronte della richiesta di condanna da parte del pm alla pena di 5 anni e quattro mesi di reclusione, lo stesso veniva condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione. Il 25 giugno si è celebrata l’udienza in Cassazione con la richiesta del Procuratore Generale di rigetto del ricorso, con conseguente immediata esecuzione dell’ordinanza di custodia in carcere. La Suprema Corte di Cassazione, in accoglimento delle argomentazioni giuridiche rappresentate dall’avvocato Giuseppe Bagnato ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale della Libertà di Catanzaro, il che consente al Naccari di rimanere agli arresti domiciliari.
