Vibo, una serata per Franco Costabile: “Non solo poeta calabrese, ma voce del Novecento italiano”
Al Convitto Filangieri studenti e studiosi rileggono l’opera del poeta di Sambiase tra memoria, ricerca e letture sceniche
Una serata intensa e partecipata ha riportato al centro del dibattito culturale la figura di Franco Costabile, poeta di Sambiase tra le voci più originali del secondo Novecento italiano. L’incontro si è svolto il 28 maggio nella sala del Convitto Filangieri, tra interventi accademici e letture degli studenti.
Dopo i saluti del dirigente scolastico Alberto Capria, i lavori sono stati introdotti e coordinati da Chiara Marasco, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa come momento di studio e restituzione critica: “Un’occasione di ascolto e approfondimento per riportare Costabile al centro della riflessione letteraria”.
Nel corso dell’incontro è emersa con forza la necessità di superare letture riduttive dell’autore. “Non solo poeta calabrese, ma poeta italiano, capace di raccontare la Calabria da lontano e per questo con maggiore verità”, è stato evidenziato nel dibattito, con riferimento a una poetica centrata su memoria, emigrazione, ferite sociali e dignità silenziosa.
Particolarmente rilevante il richiamo al periodo romano di Costabile, durante il quale entrò in contatto con alcuni protagonisti della cultura italiana del tempo, da Giuseppe Ungaretti a Pier Paolo Pasolini, da Giorgio Caproni a Giuseppe Berto, elementi che contribuiscono a collocarne la scrittura nel panorama nazionale.
Tra gli interventi, quello dello studioso Pasqualino Bongiovanni, autore di un volume dedicato al poeta, che ha analizzato L’anticamera della pazzia mettendo in evidenza anche la dimensione narrativa dell’opera: “Uno sguardo partecipe e inquieto, capace di raccontare sofferenza ed esclusione senza retorica”.
Bongiovanni ha inoltre illustrato il lavoro di ricerca archivistica condotto negli anni su lettere, inediti e testi dispersi, contribuendo a restituire un Costabile più complesso e sperimentale.
Il professor Giuseppe Lo Castro, docente di Letteratura italiana all’Università della Calabria, ha invece collocato l’autore nel contesto del Novecento letterario, sottolineando la portata universale della sua poesia, pur nata da una “ferita locale”.
A rendere particolarmente significativo l’incontro sono state le letture degli studenti del Convitto, della scuola “De Amicis” e degli istituti di Piscopio e San Gregorio d’Ippona, che hanno dato voce ai versi del poeta trasformando la serata in un passaggio intergenerazionale.
L’iniziativa ha così proposto una rilettura complessiva di Franco Costabile: non solo autore legato alla Calabria, ma figura di rilievo della letteratura italiana del Novecento, la cui opera continua a interrogare il presente.
