Assolto "per non aver commesso il fatto". Con questa formula il Tribunale collegiale presieduto dal giudice Lorenzo Barracco ha decretato l'assoluzione di Pasquale Bisogni, 45 anni, di San Gregorio d'Ippona, accusato del reato di usura poichè, secondo l'originaria impostazione accusatoria poi "franata", si sarebbe fatto promettere "interessi usurari ad un tasso mensile superiore al 20%" a fronte di una prestazione di denaro elargita a Giuseppe Francolino", titolare di un chiosco-bar a Bivona e divenuto in seguito testimone di giustizia. In cambio del prestito, l'imputato era accusato di aver ottenuto "in garanzia due cambiali dell'importo di 1.500 euro ciascuna, scadute in epoca precedente al 9 settembre 2005". Anche il pm Benedetta Callea, al termine della requisitoria, aveva chiesto l'assoluzione dell'imputato al pari dell'avvocato Ignazio Di Renzo che difendeva Pasquale Bisogni. Giuseppe Francolino si era costituito parte civile con l'avvocato Giovanna Fronte che aveva chiesto al Tribunale la condanna dell'imputato ed il risarcimento del danno. Il processo scaturiva da un troncone dell'operazione denominata "Odissea", scattata nel settembre del 2006 ad opera del pm della Dda di Catanzaro Marisa Manzini con il supporto e l'attività investigativa della Squadra Mobile di Vibo Valentia all'epoca guidata da Rodolfo Ruperti. In seguito alla caduta delle aggravanti mafiose per gran parte degli imputati, la competenza era passata alla Procura ordinaria di Vibo. Nei confronti di Pasquale Bisogni era stata chiesta a suo tempo un'ordinanza di custodia cautelare non concessa però dal gip. Oggi, quindi, anche il pm ha chiesto ed ottenuto per l'imputato l'assoluzione. (g.b.)