Si chiude con un deciso cambio di rotta il secondo capitolo giudiziario che ha visto riunite le inchieste "Multopoli" e "Catanzaropoli". La Corte d’Appello di Catanzaro ha infatti riformato parzialmente la sentenza del 2022, disponendo l'assoluzione piena per figure chiave del processo.
​L’ex consigliere regionale Domenico Tallini, condannato in primo grado a un anno e sei mesi, è stato assolto poiché "il fatto non sussiste". Esito favorevole anche per l’ex comandante dei vigili urbani, Giuseppe Antonio Salerno, per il quale è stato stabilito che il fatto non costituisce reato. Per quanto riguarda le posizioni dell’ex assessore Massimo Lomonaco e del vigile Rocco Cristallo, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura, confermando le precedenti assoluzioni.
​Il verdetto, arrivato a un soffio dalla scadenza dei termini di prescrizione fissata per il 15 gennaio 2026: Salvatore Tarantino ha ottenuto un'assoluzione parziale e una riduzione della pena a 8 mesi, oltre alla dichiarazione di non doversi procedere per un capo d’imputazione ormai prescritto.
Restano valide le condanne per il maresciallo Antimo Paternostro (un anno) e per Pasqualina Usuai.
​L'intero impianto accusatorio ruotava attorno a una presunta gestione illecita delle sanzioni amministrative presso il Comune di Catanzaro. Secondo l'ipotesi iniziale della Procura – che contestava reati come abuso d’ufficio, peculato e falso – politici e funzionari avrebbero annullato illegittimamente contravvenzioni stradali per ottenere prestigio e consenso elettorale. Una tesi che, alla luce della nuova sentenza, è uscita profondamente ridimensionata per i principali protagonisti della vicenda.