Denuncia lettere minatorie, ma era lei a scriverle: docente di Vibo a giudizio
Giudizio immediato per una professoressa di una scuola superiore di Vibo Valentia accusata di simulazione di reato e procurato allarme
Finisce sotto processo per procurato allarme e simulazione di reato una professoressa di un istituto tecnico di Vibo Valentia, A.M., 44 anni, accusata di aver falsamente denunciato ai poliziotti di aver ricevuto dal 23 agosto 2013 al 17 ottobre 2013 varie forme di intimidazioni attraverso scritti anonimi in cui le sarebbe stato intimato di desistere dall'affrontare temi inerenti la legalità e l'antimafia nell'ambito di alcuni progetti scolastici.

La professoressa in più occasioni aveva esibito alla Squadra Mobile missive anonime asseritamente ricevute nei modi più disparati, quali la buca della posta di casa, il cassetto di servizio della sala docenti della scuola o in alcuni casi incastrate nella portiera della propria autovettura.
In un'altra occasione, l'insegnante aveva poi riferito che tre individui non identificati l'avrebbero attesa vicino la propria automobile al fine di minacciarla per farla desistere dall'affrontare temi inerenti la legalità.

Tutto falso, però, secondo i poliziotti e la Procura di Vibo che, attraverso la comparazione degli scritti - affidata agli esperti della Polizia Scientifica di Reggio Calabria - e dopo approfonditi e accurati accertamenti sulla grafia, sono giunti alla conclusione che l'autrice degli scritti minacciosi e delle paventate lettere minatorie era la stessa professoressa. Per tale motivo, la Procura ha chiesto ed ottenuto il decreto di giudizio immediato per "evidenza della prova" nei confronti della docente. Il processo è stato fissato per il 5 ottobre prossimo dinanzi al Tribunale monocratico di Vibo. La professoressa è difesa dall'avvocato Francesco Muzzopappa. (g.b.)
