Muore in un ospedale calabrese: i figli denunciano presunti errori medici
È finita in tragedia una vicenda sanitaria che ora la Procura di Catanzaro è chiamata a chiarire. Un uomo di 65 anni, Guglielmo (questo il nome di battesimo), è deceduto l’8 ottobre scorso all’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, alcuni giorni dopo un intervento chirurgico eseguito per una presunta perforazione intestinale che, secondo quanto riferito dai familiari, non sarebbe stata riscontrata durante l’operazione.
I figli, assistiti dall’avvocato Francesco Pitaro, hanno depositato una querela presso la Procura della Repubblica di Catanzaro chiedendo che siano accertate eventuali responsabilità mediche e che venga fatta piena luce sull’accaduto.
Secondo quanto ricostruito nella denuncia, l’uomo si era recato il 22 settembre al Pronto soccorso del “Pugliese” per un malore. Dopo gli accertamenti diagnostici, una Tac avrebbe evidenziato una possibile perforazione dell’intestino, motivo per cui il paziente era stato sottoposto a intervento d’urgenza il giorno successivo. Tuttavia, al termine dell’operazione, la chirurga – stando a quanto riferito dai parenti – avrebbe comunicato ai familiari che non era stata riscontrata alcuna perforazione e che “l’addome era libero e asciutto”.
Le condizioni del paziente, ricoverato inizialmente in Medicina d’Urgenza e poi trasferito nel reparto di Chirurgia solo il 26 settembre, si sarebbero progressivamente aggravate fino al decesso avvenuto poco meno di due settimane dopo.
Nella querela, i figli parlano di un “intervento inutile e non necessario” e chiedono alla magistratura di accertare le “eventuali responsabilità dei sanitari coinvolti” per presunte condotte “negligenti e imperite”. Contestualmente è stata chiesta l’acquisizione della cartella clinica e di tutta la documentazione medica utile alle indagini.
Al momento il procedimento è nella fase preliminare. Sarà la Procura, sulla base degli atti e delle perizie, a stabilire se vi siano profili di responsabilità penale nella gestione del caso.
