Il 2021 non è stato certamente un anno florido per la Vibonese Calcio; questa situazione sta provocando un disaffezionamento calcistico della città, ma i tifosi in una lettera aperta invitano alla riscoperta della squadra.

"Tra qualche giorno - spiegano i tifosi si chiuderà anche per la Vibonese l'anno solare, uno dei più tristi per i risultati ottenuti sul campo, al pari – forse – dell'anno in cui dalla serie D, siamo precipitati in eccellenza regionale. Per noi tifosi e simpatizzanti è, quindi, una liberazione la fine di questo 2021: ai problemi pandemici, sanitari, economici, sociali, si sommano quelli dei risultati calcistici. All'inizio del 2020, il Covid-19, qualche scelta di mercato infelice e aspettative sportive mancate in qualche calciatore di belle speranze, ci hanno fatto soffrire fino alla fine del campionato. Eppure il nostro bravo Mister Galfano era partito davvero bene ma la catastrofe del Covid ha decimato la truppa e ingolfato una squadra dal motore fragile. Le sofferenze si sono acuite con l'arrivo di mister Roselli, persona perbene, che è riuscito tuttavia a vincere una guerra di trincea e salvare eroicamente la categoria"

"La nuova stagione 2021-22 - continuano -è ripartita con tantissimi volti nuovi, con le premesse che accomunano quasi tutte le piccole società di calcio professionistico: le ali dall'entusiasmo e la scommessa sulla buona riuscita dei giovani. Sappiamo com'è andata fin qui, ogni sconfitta (e sono tante) è stata una mortificazione.
Eppure l'aspetto che rende ancora più triste le sconfitte accumulate nel 2021 è lo scollamento profondo della città con la squadra, legato principalmente ai sonori insuccessi maturati sui campi di serie C.
Dobbiamo ricordare a tutti che la Vibonese Calcio è parte vitale e fondamentale della città al pari della chiesa di San Leoluca, del Castello Normanno, di Piazza Municipio, di Corso Vittorio Emanuele III, del tradizionale Mercato del Sabato, degli storici Palazzi del centro storico, della Prefettura, della Questura, della Camera di Commercio, ma soprattutto la Vibonese si fonde con i quartieri Terravecchia, S. Aloe, Carmine, S. Antonio, Cancello Rosso e Affaccio, zoccolo duro del tifo e della passione rossoblu. La Vibonese Calcio è la cosa più viva nel cuore e nella mente di chi è emigrato perché questa terra non gli ha più garantito da vivere. Per chi vive fuori regione o, all'estero, c'è: la mamma, il cugino rimasto a Vibo, l'Affrontata e la Vibonese".

"Per chi ha nel sangue la Vibonese -rimarcano -ci sono i ricordi dei successi di De Pietri, di Iacoboni, del Principe Consoli e di quelle annate strepitose al termine degli anni '70; per chi è più giovane ci sono: il capitano Cordiano, Cambareri, Doukara, Sowe Sr. e non potremmo mai dimenticare i gol fantastici di Diego Allegretti, vibonese come noi, ultimo eroe ad esaltarci. La Vibonese è come il panorama sul tramonto di Vulcano, è la bandiera rosso blu con l'effige di Cosentina che sventola in curva che il 2021 ha fatto di tutto per annientare, per ridurla a qualcosa che conta poco per la città e la provincia. Ai politici e alla proprietà chiediamo rispettivamente attenzione e riscossa. La Vibonese Calcio è rara linfa vitale della città, non può andare a morire come tanti anni fa è, purtroppo, accaduto per il vecchio teatro di Corso Umberto I; lo chiedono con forza i tifosi che, sulla mitica radio Onda Verde, si collegano dal Canada, dagli Stati Uniti, dal Brasile, dall'Argentina, Dall'Australia, dalla Germania ed anche Belgio, Francia, Danimarca, Olanda, Russia e Svizzera per citare solo alcuni dei paesi elencati in diretta con la voce strozzata dall'emozione dal direttore Pino Scianò.
Il 2021 calcistico è finito e speriamo con esso tutte le congetture astrali contrarie che tanto ci hanno fatto soffrire".

"Gli auspici calcistici per il 2022 sono tanti - concludono-: se il 2021 ci ha portato in una guerra di trincea, il 2022 sarà una difficilissima guerra di logoramento e l'allenatore il nostro condottiero. La classe politica cittadina, senza distinzione di schieramenti, non faccia un imperdonabile passo indietro, dia testimonianza di partecipazione allo stadio in sostituzione dei troppi tifosi delusi".