Agriturismo trasformato in market droga: 6 arresti (NOMI-VIDEO)
Le indagini si sono concluse nel mese di maggio 2015: nel complesso sono stati ritrovati e sequestrati oltre 650 grammi di coca e 40 mila euro in contanti
Spaccio di droga continuato in concorso. Con questa accusa sei persone sono state arrestate, tre delle quali ai domiciliari; altre tre sono state sottoposte all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Questo l'esito dell'operazione Old Mill portata a termine all'alba dai carabinieri della compagni di Corigliano Calabro, a conclusione di un'indagine della Procura di Castrovillari. In carcere sono così finiti Luigi Praino (53 anni) residente a Trebisacce; Giovanni Guidi (46) di Corigliano Calabro e Nabil Arabi (33) marocchino domiciliato a Corigliano Calabro e che al momento risulta irreperibile. Ai domiciliari invece, Biagio Casella (44) di Cassano all’Ionio; Mohamed Nassir (32) marocchino domiciliato a Corigliano Calabro e Simone Cimino (36) residente a Corigliano Calabro. L’obbligo di presentazione è stato eseguito nei confronti Nikola Liskova (44) nata nell’ex Cecoslovacchia ma residente a Trebisacce; Alfonso Fiorito (34) di Corigliano Calabro e Alfonso Scarcella (26) di Corigliano Calabro. Le indagini si sono concluse nel mese di maggio 2015: nel complesso sono stati ritrovati e sequestrati oltre 650 grammi di coca e 40 mila euro in contanti.
L'inchiesta. A farle scaturire sono stati due cittadini di Trebisacce che indicavano Luigi Praino come il responsabile di lesioni aggravate e di una tentata estorsione. Partendo da tali presupposti i militari hanno scoperto l’esistenza di una fitta rete di spaccio di cocaina sia a Trebisacce che nella Sibaritide.
L'osservazione. Gli investigatori avrebbero raccolto elementi che hanno permesso di iniziare delle attività tecniche monitorando gli incontri tra i vari presunti correi di Praino ed avvenuti principalmente in un agriturismo, “il Vecchio Mulino”, attività commerciale del principale indagato (dalla cui traduzione in inglese prende il nome l’indagine). I carabinieri hanno installato delle telecamere nei pressi dell’agriturismo registrando i movimenti interni, dove gli “acquirenti” entravano generalmente da un’entrata secondaria. Nel locale lo stupefacente sarebbe stato nascosto in diversi luoghi, persino sotto le tegole e le tettoie, o in autovetture e cespugli. Alla vendita ed al taglio dello stupefacente, avrebbero provveduto anche due cittadini marocchini, Nabil Arabi e Mohamed Nasser, e Simone Cimino, che avrebbero anche prelevato la coca direttamente al “vecchio Mulino”.
L'attività di spaccio. Giovanni Guidi, oggi ed all’epoca dei fatti sottoposto ai domiciliari, avrebbe poi gestito la sua attività di spaccio in collaborazione con Alfonso Scarcella e Alfonso Fiorito che avrebbero avuto l’incarico di prelevare lo stupefacente da Praino. Nel corso delle investigazione sarebbe emerso che Guidi avrebbe acquistato della droga da Praino: per i militari la cosa sarebbe dimostrata dal ritrovamento, presso il condominio del primo, di un ingente quantitativo di cocaina (300 grammi) e della somma in contante di 11mila euro.
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