Rompere il muro del silenzio e delle omertà, intensificare le indagini per individuare mandanti ed esecutori della scomparsa di Maria Chindamo. E' quanto chiede l'Osservatorio regionale sulla violenza di genere e Libera a tre anni esatti dall'inizio di una vicenda ancora senza epilogo. Lo faranno accanto ai tre figli ed al fratello che in questi tre anni non hanno mai smesso di ricordarla e di chiedere verità e giustizia.

Sarà un sit-in quello organizzato per lunedì 6 maggio alle ore 11.00 proprio davanti a quel cancello della sua azienda agricola quando nelle prime ore del mattino Maria venne aggredita da una o più persone. Di lei rimasero solo tracce di sangue sul suo Suv bianco e sul muretto della proprietà, insieme alle ciocche dei suoi bellissimi capelli neri. In questi tre anni nessuno avrebbe visto o sentito niente. Solo silenzio intorno a questa famiglia che, tuttavia, non si è arresa, che non ha mai perso la fiducia nello Stato, che ha continuato anche andando nelle scuole, nelle TV locali e nazionali e in tutte le occasione offertagli per testimoniare la loro fede nella giustizia e nella legalità, portare una messaggio d'amore, chiedere non vendetta ma giustizia. Un segno di speranza è stata la notizia di questi ultimi mesi della intensificazioni delle indagini che si auspica possa portare a risultati.

Osservatorio e Libera chiedono che si rompa il muro del silenzio e dell'omertà che si è creato intorno a questa vicenda. L'appello è rivolto a chi sa perché collabori alle indagini per permettere, come chiedono i familiari, di potere avere almeno una tomba sulla quale andare a pregare.