"Grazie, in questi giorni, questa parola è stata la mia più grande compagnia. Grazie per la vostra vicinanza, per aver rispettato il nostro dolore e per esserci stati silenziosamente accanto. Oggi, però, vi chiedo di non restare in silenzio. Vi invito a rimanere vicino a noi, a non permettere che questa tragedia atroce venga relegata a un conflitto tra due famiglie, gestito male. Tutti sappiamo che non è così. Tutti da decenni abbiamo subito soprusi e minacce da chi, da quattro generazioni, si arroga il diritto di possedere la nostra spiaggia e il nostro mare". Così in una lettera accorata, la mamma di Filippo Verterame, il giovane rimasto ucciso nell'aggressione avvenuta ad Isola Capo Rizzuto.
Vi chiedo ancora una volta di essere al mio fianco, tutti cittadini, associazioni e istituzioni. Solo quando il tratto di mare in cui mio figlio e gli altri membri dell’associazione Asylos avevano riposto tante speranze sarà ripristinato nel rispetto della legalità, e tornerà a essere Res Publica come dovrebbe essere, e il suo assassino avrà il massimo della pena, potrò finalmente spegnere la testa e lasciare lacrimare il cuore. Grazie".