Inchiesta sul multipiano di Catanzaro, assolto l'imprenditore Gatto
Il gup ha accolto la richiesta di assoluzione del pubblico ministero. Il processo per altri cinque imputati già rinviati a giudizio inizierà il prossimo 23 febbraio
Assolto per non aver commesso il fatto. Il gup del Tribunale di Catanzaro Claudio Paris ha accolto la richiesta del pm scagionando il noto imprenditore catanzarese Giuseppe Gatto, difeso dall'avvocato Francesco Gambardella, giudicato con rito abbreviato nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte irregolarità relative al Multipiano "Scacco matto" . Altri cinque imputati coinvolti nella stessa inchiesta e che hanno scelto il rito ordinario sono stati già rinviati a giudizio il 15 novembre scorso. Si tratta di Vincenzo Belmonte, 69 anni, Giovanni Ciampa, 64 anni, Rosario Vincenzo Concolino, 62 anni, Domenico Bianco, 66 anni, nelle qualità di dirigenti, tecnici e responsabili del Servizio controllo edilizio del territorio , del settore Edilizia privata Suap – Urbanistica del Comune, che si sono succeduti nel corso degli anni e Fabio Gatto, 51 anni, in qualità di legale rappresentante della Gatto costruzioni. Nei loro confronti il processo avrà inizio il prossimo 23 febbraio davanti al tribunale collegiale di Catanzaro.
Le ipotesi di accusa. Secondo le ipotesi accusatorie, gli imputati erano a conoscenza che il multipiano sede tra l’altro degli uffici del giudici di pace, di proprietà del noto imprenditore catanzarese Giuseppe Gatto è abusivo per almeno un terzo del suo volume e nonostante tutto avrebbero “chiuso un occhio” sulle normative vigenti e le correlate sanzioni da comminare, a vantaggio della “Gatto Costruzioni spa” e dei suoi rappresentanti legali, che da una semplice omissione ne avrebbe ricavato un profitto economico. Tra l’altro, sempre secondo le ipotesi di accusa, quell’immobile, situato tra viale Argento, di fronte al Palazzo di giustizia “Francesco Ferlaino” e via Pugliese, è abusivo «perché difforme dal permesso a costruire, dallo strumento urbanistico e dalle successive disposizioni (d.i.a.) presentate in corso d’opera, tra l’altro tardivamente poiché successive all’esecuzione dei lavori». Fatto per il quale in data 26 aprile 2010 il giudice del Tribunale di Catanzaro aveva emesso a carico dei presunti responsabili dell’abuso, sentenza di non doversi procedere per l’estinzione del reato edilizio, dovuto a intervenuta prescrizione. Avrebbero omesso di adottare i provvedimenti «di irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, pari al doppio del costo di produzione o al doppio del valore venale, se immobili destinati ad uso residenziale ovvero ad usi diversi da questo, procurando un ingiusto vantaggio alla “Gatto costruzioni spa” e ai suoi rappresentanti legali». Accuse venute meno per l'imprenditore Giuseppe Gatto di fronte al verdetto di assoluzione pronunciato dal giudice. (ga. pa.)
