Asp Catanzaro, approvato con riserva il bilancio 2013: passivi per 4 mln
Sul groppone dell’Azienda sanitaria provinciale continua a rimanere un buco del valore di 4 milioni di euro
Approvato ma con riserva il bilancio d’esercizio 2013 dell’Asp di Catanzaro. La perdita secca diminuisce sensibilmente rispetto all’anno precedente ma non si azzera. Così sul groppone dell’Azienda provinciale continua a rimanere un buco del valore di 4 milioni di euro. Il documento contabile, oggetto di critiche dello stesso collegio sindacale, è stato passato al vaglio della struttura commissariale che seppur riconoscendo la riduzione della passività richiede ulteriori sforzi.
Riduzione del passivo. Dall’esercizio finanziario 2012 al 2013 molto si è fatto all’Asp di Catanzaro per tentare di tenere a bada l’enorme passivo, che ammontava nel bilancio dell’anno precedente a 9 milioni di euro, diminuito nel bilancio approvato “con prescrizioni” a 4 milioni di euro.
Rilievi. Tra i rilievi mossi dal collegio dei revisori dei conti e confermati dalla struttura commissariale vi è il mancato rispetto dei tetti di spesa per l’acquisto di beni e servizi, ridotti del 5% con Dprg del 2014, che superano la soglia di ben 10mila euro. Sul punto l’Asp si è difesa facendo notare come la misura fosse stata introdotta solo l’anno successivo al periodo di riferimento del bilancio d’esercizio. Non risultano inoltre rispettati i tetti di spesa per il costo del personale facendo affermare alla struttura commissariale “che l’azienda non ha operato nel rispetto del contenimento della spesa”.
Passività. Tra le passività in aumento vi sono debiti verso i fornitori, sottoposti a procedure di transazione regionale per il valore di 6mila euro; altri debiti nei confronti delle società partecipate per il valore di 5mila euro; oneri tributari che ammontano a 5mila euro; passivi verso le aziende sanitarie pubbliche di 299mila euro e debiti verso istituti di previdenza pari a 286mila euro.
Prescrizioni. Il duo commissariale ha quindi prescritto all’Asp di “apportare le dovute scritture di assestamento nel bilancio del primo esercizio utile” e di produrre entro trenta “una relazione recante le modalità utilizzate circa l'avvenuta operazione contabile”. (red5)
